La mia battaglia verso una meta ignota... Vietato arrendersi.
ATTENZIONE: LEGGERE QUESTO BLOG RENDE TEMPORANEAMENTE IMMORTALI
(Nessuno è mai morto leggendo questo blog, percui tecnicamente la frase è corretta)
ATTENZIONE: QUESTO E' IL MIO BLOG SERIO, MA OVVIAMENTE DOVEVO ANCHE AVERE UN BLOG DEMENZIALE

Ci sono arrivato... chissà come, anche se la domanda che non avrei voluto pormi un anno fa è "con chi".
Da oggi cambia qualcosina (pochissimo) nell'impaginazione, forse un po' più ordinato così. A me piace di più.
Chi è Shin ora? A 26 anni che cosa deve dire o fare? Niente. Niente di nuovo, niente di più, niente in assoluto. Shin è Shin, fallirà o vincerà sempre da solo, questo è il suo destino, non è scritto, ma lui è un Lupo Solitario e forse per questo riuscì così facilmente ad immergersi nelle avventure di Joe Dever, sia da piccolo che da grande.
Tutto quello che piace a Shin, come potete vedere, è ombra e notte. Shin è cupo, Shin vuole solo sentire silenzio intorno a sé e se deve sentire un solo rumore... vuole che sia una risata. Ma non la solita risata di scherno che sembra prendersi gioco di lui, vuole sentire una risata tintinnante, argentina, rinfrescante.
Shin si ammanta di stelle per andare in giro di notte, e si ammanta di strada per andare in giro di giorno. Due Shin sostanzialmente diversi, figli entrambi delle ombre, in un caso ombre metropolitane, di notte solo ombre romantiche. La duplice natura della poesia dialettica di Shin, poeta romantico e rapper improvvisato.
L'altro giorno ho detto:
"L'uomo è intelligente, ma la cosa che lo differenzia dagli animali non è tanto l'intelligenza... non ci servirebbe a niente essere intelligenti se non potessimo dimostrarlo. La cosa che ci permette di dimostrare l'intelligenza è la COMUNICAZIONE. La lingua scritta o parlata è la nostra forma perfetta per esprimere l'essere uomini. Meglio sappiamo scrivere/parlare, più ci realizziamo come esseri umani."
A prescindere dal facile sarcasmo che una simile affermazione potrebbe suscitare (e apprezzerò vivamente chi eviterà di farsi testimone di una simile banalità) credo fermamente in questa affermazione.
E' questo il mio invito.
26 anni dopo, io ci sarò. Non me ne vado, sono in esilio in Ade, ma non vale la pena di leggermi? Seguirmi no, Dio ve ne scampi, non lo auguro a nessuno di perdere le cose a cui più teneva nel giro di un anno, o molte di esse, alla fine che differenza fa?
Ammantato di stelle, voglio portare una risata in qualsiasi posto in cui riesca a trovarmi. Sia Ade, sia Roma, sia il mio magico Regno delle Ombre Danzanti. Non fa differenza. Non v'è nessuna via eccetto quella che percorri.
"L'unica persona che può davvero fermarti sei solo tu."
"Dipende da quanti sono gli altri."
Fermati. La vita è una. Una sola. Non c'è un se fosse stato e non c'è un potrà essere. Non ci sono, non ti illudere. C'è ora. C'è quello che vedi, quello che tocchi, quello che senti.
C'è solo questo, non c'è mai stato niente di più. Se oggi perdi, non pensare che domani vincerai. Pensa che oggi hai perso. Se oggi hai vinto, non pensare che domani perderai. Pensa che oggi hai vinto. Datti piccoli obiettivi che raggiungerai per caricarti. Datti grandi obiettivi che non raggiungerai, per farti guardare oltre e darti sempre un motivo per andare avanti.
"Il giorno più brutto della tua vita deve ancora arrivare."
"Anche quello più bello."
Il mio obiettivo piccolo è quello di fare esami e laurearmi.
Il mio obiettivo grande è realizzare un piccolo miracolo, prima o poi, facendo della mia vita un semplice strumento affinché tutti quanti possano aver guadagnato soltanto una risata in più.
Mi basta, ma finché non me ne andrò, non l'avrò portato a termine.
E finché non l'avrò portato a termine, non avrò intenzione di andarmene.
Non ho fatto tutto quello che potevo. Non ho neanche pianto. Mi sono chiesto perché. Mi sono risposto che non ho voluto.
C'è una costante tendenza in me a cacciarmi nei pasticci, ad affrontare le sfide troppo difficili perché quelle troppo facili non mi danno soddisfazioni. Per questo sono qui, per questo sto andando a sbattere col muso per terra. Ma finché non ne avrò abbastanza, continuerò.
"E' davvero difficile."
"Nessuno ti aveva mai detto che sarebbe stata facile."
Mi sarei immaginato in maniera un po' differente questo passaggio, ma è ora di andare, domani sarò di nuovo qui a scrivere la mia paginetta, da bravo scolaro (lo faccio perché voglio non perché devo) e saprò che il numero 26 mi accompagna ora, mentre il 25 cede il passo.
Va bene così. Il 25° è stato l'anno più brutto della mia vita.
E anche questo cassetto, è chiuso.
"Ti rendi conto di quanto qualcosa era davvero importante solo quando non c'è più."
"Uhm... no... frase da perdneti. So riconoscere le cose davvero importanti. E le cose davvero importanti sono state importanti anche quando c'erano ancora."
Ciao 25... mi ricorderai l'effetto di un tappo di una bottiglia con scritto sul retro "Non hai vinto."
Mi ammanto di Stelle.
Shin