La mia battaglia verso una meta ignota... Vietato arrendersi.
ATTENZIONE: LEGGERE QUESTO BLOG RENDE TEMPORANEAMENTE IMMORTALI
(Nessuno è mai morto leggendo questo blog, percui tecnicamente la frase è corretta)
ATTENZIONE: QUESTO E' IL MIO BLOG SERIO, MA OVVIAMENTE DOVEVO ANCHE AVERE UN BLOG DEMENZIALE

Sono semplicemente troppo veloce
e tu
non puoi prendermi.
Shin
La Morte non ha espressione.
Non puoi capire cosa farà semplicemente studianto il suo teschio incappucciato.
Io non sono un malvagio giocatore di scacchi, ma soprattutto so leggere il volto del mio avversario e so intuire cosa vorrà fare. Sto perdendo anche per questo. Ma come sempre, non me ne vado e non mi arrendo senza prendermi la mia fetta.
Ed anche stavolta sarà cospicua.
La Morte mi sta sottovalutando e pagherà questo affronto. Sto limitando l'azione della Regina Nera. Sta diventando innocua. Inoffensiva. Passerà presto all'attacco, ma intanto so come fare.
Shin ha 1 solo pedone, 1 solo cavallo e due torri a proteggere il Re.
La Morte ha 2 pedoni, 1 cavallo come me, 1 alfiere e la Regina Nera, pronta sempre ad attaccare, mentre il Re si ripara.
Il punteggio scacchistico è Morte 26-22 Shin.
Ma il Pedone di Shin è in zona preoccupante. Ed una torre lo protegge.
Ora posso iniziare a crederci.
Shin
Sono giorni che vivo nel mio passato.
Quel che hai fatto non tornerà indietro.
Se hai commesso un errore, non potrai tornare a risistemare.
Se hai vissuto una gioia, non potrai tornare a ripeterla.
Ma ha un suo senso.
Personalmente, mi trovo a combattere con le mie solite ansie, assolutamente certo che domani andrà ancora tutto mediamente bene, perché qui, da me, non va mai male e non è mai esageratamente bello.
Sono ormai otto mesi che sono single. Se penso che sono 6 anni che non vivevo un periodo così lungo senza una donna al mio fianco qualche idea mi vien fuori. Ma ho le mie risposte.
Non ho la possibilità di organizzare ora una vita in due.
Non ho la voglia di sopportare i lati negativi della vita in due nonostante quelli positivi.
Non ho nessuna intenzione o voglia di Amare.
Va bene così.
Va bene così.
Va bene così.
Io non sono nessuna volpe. E non c'è nessuna uva.
Shin
Salve,
sono Shin, l'insonne.
Sono figlio di questa notte, come mi vedi apparire io sparisco.
Forse penserai che io in realtà non ci sia mai stato.
Ma sai che non è così.
Avverti tracce della mia presenza un po' ovunque.
Nell'aria che respiri.
Nei colori che vedi.
Nel respiro del ricordo che vuoi sopire, ma... lo sai... è lì che ti tormenta.
Il tempo lenirà. E' certo.
Ma io ho avuto la mia ricompensa. E credimi, è oltre ogni ricompensa monetaria che tu possa immaginare.
Perché io possiedo parte del tuo cuore.
Shin, il Principe dal Nero Mantello (e dal Nero Cuore)
C'è un momento.
C'è un istante.
Io lo so. L'ho visto.
Shin
"non chiedermi di guardarti con gli occhi dell'amicizia...non potrei farlo...mai..."
Jeshar, ne "I cinque segnali dell'ignoto"
La partita prosegue, ma la regina nemica non cade mai.
E dire che ci provo, tento di incastrarla con le torri, ultimo mio baluardo prima di arrendermi, tento di prenderla in trappola ma non c'è mai niente da fare e peggio ancora, tutte le strategie che posso tessere si rivelano contro di me.
Shin ha 2 pedoni, 1 cavallo e 2 torri.
La Morte ha 4 pedoni, 1 cavallo, 1 alfiere e la Regina.
Punteggio scacchistico momentaneo: Morte 25-20 Shin.
Ma purtroppo entro breve sono sicuro che la Regina nemica attaccherà le mie torri, ed allora sarà davvero la fine, la partita sarà persa.
Eppure io sono Shin, non mi arrendo, neanche quando le cose sono così palesemente contro di me.
E tu che fai? Tu che leggi queste mie cronache da spettatore, combatti la tua vita?
Combatti le tue battaglie? Sudi sangue?
Non c'è sfida senza un vincitore ed un vinto.
Shin
Natalie Imbruglia - Torn
I thought I saw a man brought to life
He was warm
He came around like he was dignified
He showed me what it was to cry
Well you couldn't be that man I adored
You don't seem to know
Seem to care what your heart is for
But I don't know him anymore
There's nothing where he used to lie
The conversation has run dry
That's what's going on
Nothing's fine I'm torn
I'm all out of faith
This is how I feel
I'm cold and I am shamed
Lying naked on the floor
Illusion never changed
Into something real
I'm wide awake
And I can see
The perfect sky is torn
You're a little late
I'm already torn
So I guess the fortune teller's right
i Should have seen just what was there
And not some holy light
its crawled beneath my veins
And now I don't care
I had no luck
I don't miss it all that much
There's just so many things
That I can touch I'm torn
I'm all out of faith
This is how I feel
I'm cold and I am shamed
Lying naked on the floor
Illusion never changed
Into something real
I'm wide awake
And I can see
The perfect sky is torn
You're a little late
I'm already torn
Torn
hoooooooooo hohooooooo hohoooo
There's nothing where he used to lie
My inspiration has run dry
That's what's going on
Nothing's right I'm torn
I'm all out of faith
This is how I feel
I'm cold and I am shamed
Lying naked on the floor
Illusion never changed
Into something real
I'm wide awake
And I can see
The perfect sky is torn
I'm all out of faith
This is how I feel
I'm cold and I'm ashamed
Bound and broken on the floor
You're a little late
I'm already torn
Torn.
Oh
La partita è sempre più difficile.
Così i flashback si sprecano, del resto non mi rimane molto ancora da raccontare in questo diario prima che il buio giunga definitivo.
Allora, voglio parlare e dire alcune cose che non potevo dire, non volevo dire, non ho saputo dire.
Prima di tutto devo chiedere scusa ad alcune persone.
Chiedo scusa a quella persona che mi ha visto piombarle dentro casa così tanto spesso che non so più come giustificarmi, che mi ha accolto dopo anni che mi avevano stracciato.
Chiedo scusa a quella persona verso la quale non ho mai mostrato un atteggiamento coerente, dalla quale ho promesso mille volte di distaccarmi, ogni volta senza esito.
Chiedo scusa a quella persona che ancora non ha capito, o che ha capito e finge di non aver capito per rendere tutto più facile a me e lei mentre io mi impegno a renderlo più difficile.
E, strano ma vero, chiedo scusa a quella persona lì. Mi hai dato tanto. Non come lo volevo io, ma per te era davvero tanto e sai, me ne rendo conto solo ora, è tutto sempre relativo. Per te era il massimo. Per me appena sufficiente. Doveva andare così. Hai detto bene.
Però poi devo dire la mia.
Cioè, posso aver sbagliato su alcune cose, ma a grandi linee ho sempre avuto ragione io.
E' vero, ho fatto sempre a modo mio, ma è proprio per questo che non me ne pentirò mai, perché alla fine le cose sono andate nella mia direzione.
Io ho sbagliato, io ho fatto bene, io ho preso il coraggio a due mani, sempre, di dire basta, o di dire ancora.
Mia la decisione. Mie le glorie e gli sbagli.
Io ho sempre detto "basta". Io ho sempre detto "scusami, sto tornando".
Si vince. Si perde.
Ma si affrontano le battaglie con coraggio. Con precisione. Con determinazione. Con responsabilità.
Sì, alla fine potrò lasciare che il buio copra tutto il resto, odori, rumori, sensazioni, sentimenti, tutto, perché so che non ho niente di cui mi pento e niente che rimpiango.
Ma prima, voglio vedere se riesco ancora ad aggrapparmi ad un sogno.
Shin
"C'è un errore, Shin.
Cerca bene."
Shin
Mentre la partita continua con le sue mosse e contromosse, mi viene in mente un viaggio che feci prima di arrivare nel mondo di Ade.
Ero a Siracusa e dialogavo con una delle personalità storiche di maggior rilievo. Archimede.
Archimede continuava a dirmi che il numero perfetto era il 3. Il mio tentativo di dissuaderlo era abbastanza arduo. In effetti, la teoria per cui 3 è il numero perfetto non ha niente a che vedere con la Santissima Trinità.
E' una teoria che viene da prima. E' noto come nella geometria euclidea, che in Grecia aveva un posto fondamentale anche nella vita di tutti i giorni, in quanto anche la filosofia stessa spesso si rifaceva alla geometria, il numero 3 abbia un'importanza decisamente rilevante.
Archimede mi faceva gli esempi classici.
Il triangolo è l'unica figura piana in cui tutti e 3 i punti sono equidistanti tra loro, rappresenta l'equilibrio perfetto. Non a caso, spesso Dio è rappresentato come un occhio all'interno di un triangolo.
L'altra figura perfetta in geometria è il cerchio, una figura in cui tutti gli infiniti punti sono equidistanti da uno stesso, detto centro, un po' come gli uomini sono tutti equidistanti da Dio. Vi chiederete cosa c'entri il numero 3 in questo discorso. Beh, per disegnare un cerchio qualsiasi, bastano 3 punti a caso presi nel piano. Esattamente 3. Non 4, sono troppi, non 2 sono pochi. Purché quei tre punti non siano allineati.
In effetti, su 3 punti allineati passa un'unica retta. Solo quella. Non un'altra.
Sempre per tre punti non allineati, passa una sola parabola.
Archimede era convinto di ciò che diceva e citava tutti questi esempi a suo sostegno.
Allora, mi permisi io di intervenire.
Facendo notare quanto la geometria piana fosse solo una parte della geometria.
Per esempio.
Il tetraedro è una figura geometrica solida in cui tutti i punti sono equidistanti tra loro. Questi punti, però, non sono 3. Sono 4. Idem i punti per cui passa una sfera, sempre 4. Ricordo che la sfera è quella figura solida in cui tutti i punti sono equidistanti da un punto detto centro.
Archimede mi ascoltava affascinato.
Alla fine delle mie argomentazioni, mi chiede allora se fosse 4 il numero perfetto. E io gli risposi che non era così.
Mi chiese allora quale fosse il numero perfetto e se ci fossero tanti numeri perfetti.
Gli risposi che il numero perfetto era solo uno.
Mi chiese quale.
Gli dissi che glielo avevo appena detto.
Il Numero Perfetto, è il Numero 1. 1 rappresenta l'inizio, rappresenta la sorgente, rappresenta l'originale. Ogni copia, è sempre meno fedele dell'originale. Inoltre molta gente non lo sa, ma 1 genera una notevole curiosità matematica. Ovvero, il numero 0.9 periodico, è 1. Non ci credete? In realtà, si dovrebbe scrivere 9/9, per la legge della composizione dei numeri periodici. E 9/9 E' 1.
Inoltre, 1 NON è un numero primo, ma è il primo numero. Ed è l'elemento neutro della moltiplicazione/divisione, e l'elemento unitario dell'addizione/sottrazione. Li chiamo moltiplicazione/divisione e addizione/sottrazione perché per molti non è chiaro che moltiplicare o dividere sono la stessa operazione, così come addizionare o sottrarre.
Archimede mi guarda stupito ma interessato.
"E poi" concludo "Si sta tanto bene quando si è in uno. Quando si aggiunge un secondo, allora lì iniziano i problemi."
Shin
La partita è in corso.
La Morte non concede scampo ed io devo per forza difendermi, ad oltranza, finché ci riesco.
Qual è la situazione?
Shin ha 4 pedoni, 1 cavallo e 2 torri.
La Morte ha 5 pedoni, 1 cavallo, 2 alfieri e la regina.
Punteggio scacchistico momentaneo: Morte 23-16 Shin.
Sono asserragliato, la fronte madida di sudore. Sto toccando il prossimo pezzo.
Che mossa farà Shin?
Qual è il segreto nascosto dietro ogni casella?
Dove andrò?
Shin
Cosa è successo negli ultimi mesi alla mia carriera universitaria?
Avevo deciso di passare al nuovo ordinamento, che mi avrebbe avvicinato a -4 dalla laurea.
Ma si sono smarriti la mia domanda di passaggio fin quando non ho esercitato forti pressioni.
Ho perso diversi mesi. Ora sono qui all'università.
Ecco le tappe di stamattina.
1) Segreteria didattica - ti manda in presidenza.
2) Presidenza - ti mandano nella segreteria della presidenza.
3) Segreteria della Presidenza - ottieni info (50% giuste), ti mandano al piano di sopra.
4) Il Piano Superiore della Segreteria della Presidenza - ottieni info (ancora da verificare), ti mandano nella stanza accanto.
5) La Stanza Accanto - ottieni info (ancora da verificare), ti mandano a caccia dei 4 professori mancanti.
6a) Prof. Uncini - Non c'è. Non si sa quando ci sarà. Flop.
6b) Prof. Garzia - Non sanno né chi sia, né dove sia la sua stanza. Ti mandano al sito internet. Devo andarci.
6c) Prof.ssa Cuomo - Non sanno dove sia. Ti mandano al suo numero di telefono.
6cBis) Telefono della Prof.ssa Cuomo - Non risponde. Flop.
6d) Prof. Monaco - In riunione. Ti rimanda di 20 minuti. Questo 15 minuti fa.
Suppongo che ora debba andare.
E' un bel po' che giro stamattina.
Shin
Il buio non esiste senza luce. Il buio esiste come contrapposizione della luce.
Non ho limiti.
Posso essere buio. Posso essere luce.
Non ho limiti. I limiti li lascio agli altri.
E io non sono un altro.
Io sono Shin.
Shin
PREMESSA : QUESTO POST è PARZIALMENTE SPOILER QUINDI CHI NON VUOLE LEGGERLO LO SALTI
Ho finito di leggere "Il Codice da Vinci" di Dan Brown, e volevo esprimere qualche parere personale.
Capisco facilmente come abbia fatto a diventare un fenomeno di massa così facilmente, e la cosa mi preoccupa. Questo libro infatti, si vede, ha chiaramente un target di persone scarsamente acculturate, come per esempio l'americano medio (e poco mi sorprende il fatto che in Europa abbia venduto meno che in America), che non notano le diverse incongruenze che il libro presenta, e trovano affascinanti e misteriosi gli enigmi che propone.
Sia chiaro, il libro è pieno zeppo di enigmi, ma sono tutti di una facilità a dir poco imbarazzante, e diventano sempre più scontati man mano che la storia va avanti. Nel libro, i protagonisti sono due specialisti e due persone decisamente dipinte come colte, se non come le massime autorità nella situazione che si viene a creare. Io sono un ragazzo di 26 anni, di cultura leggermente sopra la media, con un q.i. molto sopra la media, ma non mi ritengo al livello dei due protagonisti.
Allora perché trovavo subito le soluzioni degli enigmi mentre loro passavano le notti a pensarci?!?
Per questo ho affermato e ribadisco che Brown è un ottimo demagogo ed uno scrittore mediocre. Anche tutto il filone del libro, enigmi a parte, è scontatissimo e tutti i ruoli "segreti" dei personaggi sono abbastanza palesi dopo le prime 200 pagine.
Diciamo così. "Il Codice da Vinci" sta ad un buon libro come "Buona Domenica" sta a un buon programma televisivo.
Shin
Prologo.
Il panico inizia giovedì pomeriggio. Giuliano mi chiama dal provinciale e mi chiede se posso partecipare ad un concentramento (per concentramento, in termini tecnici, s'intende la partecipazione ad una serie di gare consecutive da tenersi tutte nello stesso luogo, NdA) l'indomani mattina. Io ci rifletto sopra, e per informazione chiedo di cosa si tratta. La mia sorpresa non può essere maggiore quando vengo a conoscenza dell'avvenuta mia designazione per le finali regionali dei Giochi Sportivi Studenteschi. Non essendoci le finali nazionali, queste erano le partite che assegnavano il titolo 2006. Ora, capisco che magari per alcune persone questa cosa può essere totalmente priva di interesse, ma solo per dare una dimensione all'evento, basti sapere che per un "arbitro aspirante" come me una designazione del genere è una totale investitura di fiducia.
Non potevo rifiutare. L'idea di una possibile promozione per la stagione 2006/07 è esattamente il culmine delle mie aspettative per la stagione in corso. Ci sarebbero stati nuovamente altri arbitri regionali da cui prendere esempio. Dire di no era un suicidio, peraltro stupido.
Accetto.
Chiamo il mio amico arbitro Marco per informarlo della faccenda, contento che anche lui stia seguendo parallelamente la mia carriera (abbiamo iniziato il corso assieme), e scopro che lui sarà della partita, saremo una squadra di 4 arbitri, due di alta caratura e due "giovani promesse". Me e lui.
Il problema però s'infittisce. L'indomani infatti lo sciopero dei mezzi pubblici ci avrebbe costretto a rimediare un modo per arrivare a Casalpalocco (neanche fosse vicino!) con l'ausilio di un mezzo privato. Ovviamente, com'è ovvio che sia in questi casi, il Marco dice che sfortuna vuole che lui non abbia la macchina.
Dopo mesi di inattività voluta, necessità impone che io torni alla guida. Ovviamente, questo presenta alcuni problemi. Kenny, mio fratello minore, l'indomani aveva necessità di trovarsi in un comitato organizzatore di una festa rionale la mattina presto e ovviamente non riusciva ad arrivarci a piedi. Già era tanto che Edwin, l'altro mio fratello minore, non avesse bisogno di arrivare all'università. Così mi impegno di accompagnare Kenny in tempo per il suo impegno.
Nel frattempo il mio morale cala a terra. Io il pomeriggio lavoro, ed il venerdì è l'unico giorno in cui il mio medico riceve di mattina. Questo significava una sola cosa. Niente medico, la mia salute si rimanda di una settimana.
Tutto questo succedeva giovedì sera, mentre tutti i miei amici si divertivano nel nostro adorato locale, "La civetta sul comò". Io invece tentavo di organizzare la mia vita. E quando sembravo esserci riuscito, il sms che mi distrugge.
Eddie (diminutivo per Edwin) mi scrive "Domani viene Chiara, te lo ricordi? A che ora mi puoi riportare la macchina?"
Me n'ero completamente dimenticato. Dovete sapere che condivido la camera con i miei due fratelli e ognuno ha delle zone di competenza (letto, armadio, scrivania, etc.). La mia è perennamente quella più incasinata, sostanzialmente perché essendo sempre fuori non ho il tempo materiale per mettere in ordine. Ma se viene qualcuno... devi fare qualcosa, non puoi lasciare uno schifo per gli ospiti. Gli avevo promesso che avrei sistemato tutto per quando sarebbe venuta Chiara. Invece avevo accettato due ore prima la designazione che mi avrebbe tenuto fuori tutto il Venerdì mattina. Ero disperato. Troppo tardi per rifiutare la designazione. Era mezzanotte, poco prima.
Scendo al bagno della civetta. Mi butto dell'acqua in faccia. Guardo il lavabo. Tento di vomitare. Non ci riesco. Esco dalla civetta. Michaela e Leo mi vedono uscire, non fanno nulla per trattenermi, hanno capito che qualcosa non va e mi lasciano andare. Sono Amici. Con la A maiuscola. Sanno che io quando ho dei problemi devo camminare finché non mi tranquillizzo. A volte bastano 200 metri. Altre volte occorrono 3 km... giovedì sera, dopo solo un quarto d'ora che camminavo senza meta per S.Giovanni ho realizzato che stavolta non serviva camminare. Mi serviva l'obiquità. E nonostante spesso in questi luoghi mi esalti, non ne sono ancora fornito.
Sono andato a letto, giovedì sera, in preda ad un'angoscia incredibile e ad una consapevolezza. In questo mio periodo di debolezza, il giorno dopo avrei dovuto affrontare una giornata pesantissima.
Ma è stato anche peggio.
Venerdì. L'Odissea.
Leggendo Dan Brown ("il Codice da Vinci"... un romanzo con buone idee, ma mal scritto, Dan Brown è decisamente più un demagogo che un buon scrittore, non so chi sia stato il suo revisore ma è il romanzo pieno di incongruenze, inesattezze logice, scientifiche e storiche... ma me l'hanno regalato, è un fenomeno di massa e voglio poter criticare con cognizione di causa.) ho ricordato che i Masai hanno l'abitudine di essere pronti al 100% al loro risveglio. Io sono un Masai. Passo dal sonno alla veglia con facilità impressionante, purtroppo non riesco a fare il contrario... ma pazienza.
6.30, sveglia e già in piedi, subito attento al 100% alle esigenze di una giornata non indifferente. Sono Shin, mica cavoli. Chiamo Marco, che se non lo sveglio io... bravo ragazzo, serio, disponibile, quel che vuoi, ma diversi difetti tra i quali il fatto che sia in perenne ritardo. Gli do un appuntamento che non rispetterà 20 minuti prima dell'ora alla quale ho intenzione di presentarmi sotto casa sua. Sveglio Kenny, mi preparo, litigo con mia madre (ma è una costante di tutte le mattine. C'è chi fa colazione ogni mattina. Io non ci sono abituato, non faccio quasi mai colazione. Invece litigo con mia madre tutte le mattine. Ehi, le voglio bene, nessuno discute.), e si va. Andiamo a prendere Marco, fa tardi, fa niente, accompagno Kenny e si parte per Casalpalocco.
Escludo dalla narrazione le noiose partite che ho dovuto arbitrare, fatto sta che le mie speranze di essere a casa per l'una, non tanto per mangiare, quanto per avere due ore di tempo per sistemare camera (alle 15 dovevo essere già a casa di Giuseppe a spiegargli le equazioni con le frazioni), vengono non solo deluse, ma frantumate. Morale della favola, Shin rimette piede in casa sua, nonostante aver tirato a 120 sulla Colombo, alle 14.30 o giù di lì.
Avverto la madre di Giuseppe che tarderò e mi impegno a rimanere più a lungo del previsto, e parto per un tour de force in apnea totale. Sono uscito di casa alle 15.30 con il fiatone, vero e proprio, ma risultati accettabili. 15 minuti a piedi, in salita, al telefono con una persona a me molto cara, e si arriva da Giuseppe. Che ovviamente anche oggi non ha voglia di fare nulla, e non fosse per la disponibilità della madre, avrei perso lì la prima volta la pazienza. Alle 17.30 riesco ad essere alla fermata dell'autobus. Alle 19.30 devo iniziare il protocollo di gara, due ore dovrebbero bastarmi. L'autobus impiega la sua buona mezz'ora prima di passare, ma si sa, lo sciopero finiva alle 17, è comprensibile.
Ma alle 18.30 circa, quando sto aspettando il secondo autobus, quello che mi porterà a destinazione, ecco avvenire una nuova designazione, per un'altra partita importante, tra due squadre che si sono già affrontate e hanno avuto diversi problemi e che quindi potrebbero crearmi diversi grattacapi.
La faccenda si sta facendo intrigata, Shin, mi dico.
Ma fortunatamente, l'autobus passa, la partita passa, ed io alle 22 sono fuori.
Forse ce l'ho fatta, mi dico. Forse ce l'hai fatta, mi dice quell'altra voce al telefono. Senza nulla togliere ad altre voci, solo come voce in oggettiva analisi, è la mia voce preferita, a prescindere dal contesto. Certo, quando ce l'ha con me la sua voce è meno bella. Ma quando è dolce non ho mai sentito suoni così armoniosi.
Comunque sia, ho ragione più io che le dico "Finché non sono sul letto di casa mia non ci credo" che lei.
In effetti, quello che scoprirò solo dopo è che lo sciopero dell'autobus finiva sì alle 17. Ma quel che nessuno mi aveva detto era... che riprendeva alle 20. Evidentemente neanche il designatore arbitrale, che è ben consapevole che io mi sposto coi mezzi pubblici, aveva ritenuto saggio informarsi della vicenda.
Ecco perché ho letto 150 pagine del "Codice da Vinci" da solo in una buia fermata dell'autobus all'EUR.
Ecco perché alle 23.30 quando scopro che l'autobus non passerà più, ho iniziato a prendere a calci un incolpevole cestino dei rifiuti.
Ecco perché ho provato a chiamare prima Marco, poi Edwin, per vedere se potevano darmi un passaggio.
E quando la batteria del mio cellulare è morta prima che io potessi trovare soluzioni diverse dalla prospettiva di farmi 10-15 km a piedi a quell'ora di sera in una zona non del tutto sicura (per accentuare l'eufemismo), io veramente ho iniziato a sentire il peso di eventi che mi atterriscono letteralmente da circa un anno.
La mia scheda telefonica inserita nella cabina poco distante, risulta essere scaduta pochi mesi fa. Del resto quando hai il cellulare e una scheda telefonica nel portafogli ti senti al sicuro. FInché non capisci che entrambe le cose non funzionano.
In un attimo la certezza. Se riesco a tornare a casa a piedi, non ci arriverò prima delle 2, le 3.
Ed in quel momento, io ho urlato.
Sissignori, ho urlato a pieni polmoni, e non lo facevo da una vita.
Ho urlato così forte che Dio mi ha sentito...perché non chiedetemi come, mezz'ora dopo (tempo decisamente fortunato rispetto alle mie stime) ero su un autobus, non aderente allo sciopero, non quello che mi avrebbe portato a casa, ma mi avrebbe lasciato a circa un km... e un km a piedi sinceramente, col lettore mp3, con la disperazione, con la voglia di dire basta, puoi farlo.
Sono rientrato prestissimo. A mezzanotte e mezza. Sì, certo, non tutte le mie giornate durano 18-19 ore, a volte le cose vanno anche peggio.
E agli occhi di molti, questa mia Odissea sarà stata una passeggiata adolescenziale. Ma dato il mio stato d'animo e la relativa lucidità del mio periodo post-triestino, per me è stata un'esperienza più che probante. La mia assoluta lucidità nel descriverla non tragga in inganno, ho ancora i segni addosso delle ultime esperienze.
Ma mi avete insegnato voi chi sono io. Io stesso che pensavo di essermi autoinnalzato, sono stato innalzato da chi mi ha detto.
"Cavolo, tu sei Shin. Mica ti fermi così."
E' vero. Io sono Shin. E non mi fermo così.
Ora per qualche giorno tutto sembrerà in discesa.
Shin
E' appena finita una dell 10 giornate più difficili e pesanti della mia vita.
Sono riuscito a perdere la calma ben DUE volte.
Ma ce l'ho fatta.
Del resto io sono Shin.
Shin
Sapevo di esserci vicino.
Ci sono arrivato.
Eccomi, c'è un cartello.
"Benvenuto, Shin, al tuo punto di rottura."
Sto sperimentando la differenza tra vivere e morire.
Mi sento vecchio e stanco, sento che il peso sulle spalle è troppo gravoso.
Non ce la faccio.
Devo per forza, nessuno mi da riposo.
Fatemi sparire.
O datemi la forza per affrontare tutto questo.
Perché è troppo, persino per me.
E' troppo.
Non ce la faccio più.
Sono al punto di rottura.
Shin
E' pieno di gente qui, ma io sono solo.
C'è gente che urla la propria rabbia. Io non la urlo. Nessuno vede la mia rabbia.
C'è gente che sfoga il proprio risentimento calciando una lattina vuota, a pochi passi da me. Io sono fermo. Nessuno vede il mio risentimento.
C'è gente che è in ginocchio e singhiozza il proprio dolore. Io sono in piedi. Nessuno vede il mio dolore.
Però provo rabbia. Provo risentimento. Provo dolore.
C'è tanta gente ora intorno a me, guardali, guardali vivono appieno.
Io no, io non vivo, io lascio scivolare tutto via, finisce tutto in uno stanzino chiuso a chiave da tempo immemore, dall'ultima volta che ho pianto, dall'ultima volta che ho vissuto.
E' davvero pieno di gente qui, ma io sono solo.
Shin
Sto soffocando gli odi, le rabbie, i ricordi e le emozioni.
Oh, vi sembra mi stia tradendo? No, probabilmente voi non sapete, ma non vi biasimo, chi sa non c'è, chi ha saputo ha ben scelto di andarsene, chi vuol sapere non ha il coraggio di varcare la soglia.
Capisco la cosa spaventi. E' decisamente comprensibile.
Ma ho deciso di proseguire, avrei voluto fermarmi e Dio sa quanto, ma il momento non è ora.
Per ciò che mi è dato sapere, e le fonti non le posso divulgare, già fra 15 giorni avrò notizie più confortevoli.
Nessuna rinuncia. Non posso.
Perché stavolta ho diversi motivi che mi fan pensare d'aver trovato.
Shin
My heart is torn.
Ripped in so many pieces you can't guess.
I stand alone.
Again.
Shin
Avevo sospeso il blog per cercare un po' di calma per riprendere questa partita a scacchi che sta andando male, forse per evitare di perdere la regina che, invece, è andata comunque.
Qual è la situazione?
Shin ha 5 pedoni, 1 cavallo, 1 alfiere e 2 torri.
La Morte ha 6 pedoni, 1 cavallo, 2 alfieri, 1 torre e la regina.
Punteggio scacchistico momentaneo: Morte 19-10 Shin.
Mi sto difendendo con i denti, ma non credo ci riuscirò a lungo, la sua superiorità di pezzi è al momento spaventosa.
Vi aggiornerò.
Shin
Pioveva.
Oh, ma non se ne curava tanto, lasciava l'acqua scivolare sulla sua pelle e sui suoi vestiti, la pioggia invisibile tranne alla luce del lampione, unico rumore nella notte insieme ai suoi passi.
I suoi passi si mischiavano con lo sciabordìo dell'acqua, che lo lavava dentro e fuori, lo rinvigoriva.
Pioveva.
La strada scorreva docile in discesa e l'acqua formava rigagnoli che sembravano seguirlo. Le Ombre invece lo seguivano davvero, lo avevano sempre seguito.
La città era silenziosa, ma data l'ora tarda la cosa era decisamente comprensibile.
Era vuoto dentro, ed era vuoto fuori.
Avrebbe compiuto 20 anni 20 giorni dopo. Prima di quel giorno non aveva mai detto "Ti amo." Strano a dirsi, ma se l'era tenuto da parte.
Prima di quel giorno, nessuna ragazza gli aveva detto "Io no."
Pioveva.
Ma era il 30 Ottobre. Del 1999 per la precisione. E tra fine Ottobre ed inizio Novembre...
...piove sempre.
Shin
Guardami negli occchi. I miei occhi nerissimi che conosci. Sono laghi d'Ombra, buchi neri che assorbono la tua luce e se ne nutrono ingenerosi.
Forse qualcuno mi ha conosciuto.
Forse qualcuno mi conoscerà.
Ma è sicuro come Shin, ora non mi conosce nessuno.
Mia madre e mio padre non sanno chi sono.
Le donne che mi hanno amato non saprebbero ritrovare l'uomo che amarono in me.
Attenta, distruggi le tue certezze di voler varcare questa soglia. Ogni donna che passa di qui lascerà parte del suo cuore in pegno.
Shin
Ho ancora altre cose da dire.
Ho ancora segreti da svelare.
Eccomi.
Agile e astuto mi muovo d'ombra, sagace e intrepido mi dileguo nel buio, sarò lì eppure non mi avevi visto, sarò svanito e non mi avrai neanche sentito passare. Sono tremendamente più veloce.
Non puoi tentare di vedermi. Non puoi tentare di capirmi. Non provarci, non ha senso.
Puoi leggermi. Puoi intuirmi attraverso i miei versi ritmati. Cadenzati. Dinamici, mai statici.
Ma non puoi penetrare l'arcano di Shin.
Sono Shin, il Viandante Solitario, l'Anima Errabonda, il Guerriero Primo, la Speranza mai Disincantabile.
Sono Shin, il Cantore di Sogni. Leggimi, inutiscimi, piangimi, vivimi. Respirami.
Sono Shin, il Quinto Punto Cardinale, la Destinazione del Viaggio.
Sono Shin, come me non ne esistono.
E' per questo che non cerco anime gemelle. Uno Shin basta e avanza.
Puoi intuirmi. Leggermi. Vivermi.
Ma non puoi prendermi. Non puoi raggiungermi.
Non puoi neanche sfiorarmi.
Shin
Sto soltanto cercando la mia direzione.
Sto solo cercando il mio tempo.
Sto solo cercando.
Forse ho trovato.
Forse devo cercare ancora.
Ho solo una certezza: me.
E in questo periodo, strano a dirsi, mi sta stretta.
Shin
Mariachiara: "Beh nessuno vuole morire."
Shin: "IO voglio morire. Solo, non ora."
Shin
E' stata davvero una serata infinita. Ma ho ricevuto una grande lezione di vita.
La partita che ho arbitrato oggi ha sancito la promozione in 2a divisione della squadra "Maccabi." Queste atlete sono riuscite a collezionare 36 punti in 12 partite, perdendo solo 3 set in tutto il campionato. Sono riuscite a compiere quest'impresa dopo aver perso una ragazza ad inizio campionato.
Oggi hanno festeggiato, con lacrime amare, dedicando sicuramente la vittoria alla compagna che non c'è più. Oggi ho davvero quasi pianto.
Alla fine non conta chi sei. Conta come lo sei.
Alla fine non conta cosa hai. Conta cosa dai.
Alla fine non conta cosa vedi. Conta cosa senti.
C'è gente che raggiunge i limiti.
C'è gente che supera i limiti.
Io sono Shin. E non ho limiti.
Shin