La mia battaglia verso una meta ignota... Vietato arrendersi.
ATTENZIONE: LEGGERE QUESTO BLOG RENDE TEMPORANEAMENTE IMMORTALI
(Nessuno è mai morto leggendo questo blog, percui tecnicamente la frase è corretta)
ATTENZIONE: QUESTO E' IL MIO BLOG SERIO, MA OVVIAMENTE DOVEVO ANCHE AVERE UN BLOG DEMENZIALE

Chiusa una porta... si apre un portone.
Chiuso un portone si apre un cancello elettrico.
Ho appena cambiato le pile al telecomando.
Pare funzioni.
Voglio vivere.
Oggi alcune persone a cui tengo, in modo differente, hanno pianto.
Domani, quelle persone rideranno.
Tra poco vado.
Vorrei non andare.
Però tra poco vado.
Sul serio.
Vado.
Torno dopo.
Sicuramente torno dopo.
Shin
Vi svelo cosa vuol dire Shin in italiano.
Decidete voi.
Nucleo, centro.
Verità, sincerità, fedeltà, fiducia, genuinità.
Nuovo.
Cuore.
Sottile.
:)
Shin
Ed ecco Ade che parte caricando, il volto contratto in un ghigno beffardo, che pregusta e brama la vittoria, una tetra maschera di malignità... che si deforma in una smorfia sorpresa quando il suo Tridente impatta contro lo Scudo di Pallade.
Pallade Atena nacque dalla testa di Zeus, e rappresenta il raziocinio. Il suo Scudo è la materializzazione della ragione.
Ade può continuare ad attaccare con vigore e risentimento, ma Shin para colpo su colpo, coprendosi con lo Scudo di Pallade.
Ed il rumore dei colpi risuona quasi a fornire il ritmo di una musica che soltanto i due contendenti possono udire.
Ade attacca. Shin para.
E' così che va.
Ma Shin... potrà limitarsi a parare per sempre?
Shin
Bloggerap - by Shin (27/3/06)
Quante volte si fa sera e mi fermo davanti a 'sta tastiera
pieno di rime in mente, di qualcosa che c'era
prima ma poi veloce se ne va via, sparisce,
quasi impaurita si nasconde, s'intimidisce,
allora rimango immobile colle dita in attesa
che qualcosa mi venga in mente ma scesa
mi è la voglia di dedicare versi a nessuno se non a me stesso
che non ho neanche voglia di leggerli adesso
di scoprire dove sono andato a finire
colle mie paure che mi faran soffrire
con i miei desideri che son rimorsi e rimpianti
con questo urlo con cui voglio andare avanti
Rit.
Prendimi, ma fa buon uso di me
stringimi, non mi lasciare perché
oggi finisce e domani non arriva mai
domani è sempre finché lo vorrai
Domani può essere sempre, ma non arriva mai
perché per ogni passo avanti, incontri dieci guai
per ogni speranza che hai, un errore che fai
e tutto il mondo che si chiede "Shin ma come stai?"
Come sta Shin? Già bella domanda
Shin non molla la presa anche se sbanda
e anche se lo vedi a scrivere sto rap triste
ti posso dire per certo, sta sicuro, Shin resiste
e insiste
a voler andare avanti a modo suo, qualsiasi sia
a voler seguire a tutti i costi quella via
via, vita, chiamala come ti pare, fa lo stesso
ma ci son cose che Shin vuole adesso.
Rit.
Prendimi, ma fa buon uso di me
stringimi, non mi lasciare perché
oggi finisce e domani non arriva mai
domani è sempre finché lo vorrai
Prendimi, ma fa buon uso di me
stringimi, non mi lasciare perché
oggi finisce e domani non arriva mai
domani è sempre finché lo vorrai
E oggi qualsiasi cosa sia successo cambia poco
è diventata mezza seria e se era un gioco
sto giocando con le armi a mia disposizione
Dio sa quanto odio e adoro questa situazione
ma prima o poi bro se ne esce sicuro
prima o poi sarò messo con le spalle al muro
prima o poi dovrò decidere da che parte stare
e non assicuro niente, prendere o lasciare
questa è la mia maledetta vita e me la gestisco io
si perde e si vince, sì, ma a modo mio
e sarà tutto così, e così resterà
finché quel piede questa soglia varcherà...
(e in quel caso...)
Rit.
Prendimi, ma fa buon uso di me
stringimi, non mi lasciare perché
oggi finisce e domani non arriva mai
domani è sempre finché lo vorrai
Prendimi, ma fa buon uso di me
stringimi, non mi lasciare perché
oggi finisce e domani non arriva mai
domani è sempre finché lo vorrai
Shin
Sto male.
Non voglio avere nessun rimpianto e nessun rimorso, voglio solo che qualcuno o qualcosa ponga fine a questo dolore.
Non posso sorridere sempre, nemmeno io posso farlo... nemmeno io posso dimenticare i problemi per far sorridere quelli che mi stanno intorno. Non me la sono cercata, non ditelo, non è vero... mi ha davvero detto male e poi mi sono adagiato io, ma il primo fatto resta, e continua a dirmi male, e non è colpa mia, e non è non ammettere le mie responsabilità, quelle le ammetto, lo sapete, non è quello, è stare qui da solo senza che nessuno ti dia una mano, starti a sudare i soldini che guadagni senza che nessuno te ne faccia merito, anzi, ti dicono che è un gioco, che lo fai per divertirti, bel divertimento grazie preferirei starmene il pomeriggio a casa a leggere un libro, non lo faccio per cercare di crescere, di assumermi responsabilità, di darmi un futuro, nossignore, lo faccio per rimandare il mio vero lavoro, ti senti infangare di bugie, maledette bugie da mattina a sera, e nessuno osa difenderti perché non conviene, meglio starsi zitti e lasciare che sia Jody a subire, perché meglio che solo uno ci rimetta, e che sia Jody che tanto lui c'è abituato, lo fa da sempre, ha imparato a ridere anche quando tutto va male, anche quando tutto gli dà contro, non ha soddisfazioni vere e proprie da un bel po' ed ha imparato ad accontentarsi di quelle due idiozie che gli passa la vita, ha imparato che il segreto non è in quello che hai ma nel significato che gli dai, e allora deve soffrire perché lui è felice comunque, perché lui più lo picchi più sorride, perché lui non va giù come fanno gli altri, e che le rare volte che ci va si rialza, perché lui non ha posto fine alla sua vita non perché non ne ha le palle ma proprio perché ha le palle e sa che quella è solo la strada più facile, perché lui è un uomo, ogni tanto fa il ragazzino ma solo perché sa che può permetterselo.
E andate a quel paese, ogni tanto, maledizione.
Shin
Smettetela di urlarmi e vorticarmi intorno. Smettetela di dirmi quello che devo fare. Vi siete dimenticati chi sono? Non perché mi vedete così avete il diritto di approfittarne. No, proprio no. Dovete starvene fermi e buoni al vostro posto, senza inteferire, senza mettere le vostre manacce in mezzo.
Andate via, sparite, non allungate i vostri arti adunchi su di me, sciacalli che non siete altro.
Oh... c'è tantissima gente qui eppure io mi sento solo.
Shin
Ho vinto, ho perso, ho pareggiato.
Ma non ho mai abbandonato la partita.
Shin
Ci sono cose alle quali non puoi essere preparato, nonostante tutto quello che puoi fare, dire, pensare... nonostante tutto ti ritrovi a chiederti quando finiranno le sorprese, quando finalmente potrai prevedere meccanicamente quello che verrà dopo senza che arrivi qualcosa a sconvolgertelo più velocemente di quanto tu avessi previsto.
No, non potrai mai, "Shin può" è un gioco, la verità è che ci sono cose che non sai perché capitino e devi stare lì a vederle entrare in azione in modo totalmente rispettoso e senza che tu abbia reale possibilità di intromissione.
Devi starci.
E a volte queste cose iniziano a piacerti.
Tanto.
E ci devi stare.
Dammi la tua mano, solo una volta. Se non riuscirò a convincerti di non lasciare la mia, allora sarai libera.
Ma non sempre libera è felice.
Shin
Se è una cosa possibile?
Una cosa che tu non sai fare e vuoi parlare con qualcuno che la sappia fare?
Una persona c'è, in effetti.
Anche se nessun altro può farlo...
...Shin può.
Shin
Sto incredibilmente fronteggiando Ade.
Lo vedo prendere in mano un enorme tridente con estrema facilità e sorridermi sprezzante.
"Questo" esclama "è il tridente di Ade, forgiato per me da Efesto in persona. E' indistruttibile. Sarà questo ad ucciderti."
E così, parte, caricandomi.
"Ade, fermati" tuona una voce. Mi giro a vedere chi ha interrotto la corsa del Re degli Inferi e vedo un uomo alto, dignitoso, che mi sorride.
"Hermes! Chi ti manda?" prorompe il Signore Oscuro.
"Sono venuto a portare due doni a Shin, dagli dei.. che vogliono godersi una battaglia leale. Non si attacca un uomo disarmato." Ade sputa per terra, mentre Hermes continua rivolto a me. "Eccoci, Shin, tieni."
Mi porge un grande scudo lucente. "Questo" mi dice "è lo scudo di Pallade. Con questo ha protetto per anni la città di Atene."
Osservo lo Scudo di Pallade con entusiasmo. Ma i regali non sono finiti. Ecco che Hermes estrae dal fodero una massiccia spada.
"Questa" aggiunge "è la Spada di Damocle. Con questa spada sei armato con due artefatti divini."
Prima che faccia in tempo a ringraziarlo, Hermes è già volato via sui suoi calzari alati.
Ade mi guarda con sdegno "E così gli dei ora ti favoriscono eh? Sciocco, potrai essere armato di tutte le migliori armi del mondo, non potrai mai sconfiggermi."
E così dicendo allunga il Tridente. Ma alzo lo Scudo, e devio il colpo.
Lo guardo negli occhi.
Ora ha davvero inizio il duello.
Shin
"sono una nuvola,
fra poco pioverà
e non c'è niente che mi sposta
o vento che mi sposterà"
Samuele Bersani - Giudizi Universali
Ero al telefono con la mia preziosità, quando mi è uscita la seguente frase:
"Se muoio, voglio reincarnarmi in un reggiseno."
Shin
Sono stanco.
Però, in buona sostanza, spesso va bene. Non sto chiedendo niente, sto lascianddo che le cose vadano. Non spero in niente e non credo in niente, non illudo me stesso perché l'ho fatto per anni e mi è solo servito come pretesto per indurirmi. Più duro di così è difficile, o quantomeno non lo voglio, proprio per questo lascio, lascio e lascio ancora.
Scivola tutto, in attimi di assoluto segreto, permettendo a gente di guardarmi dentro e vedere quello che poi non vede nessuno.
Lascio, lascio ancora, e lascio scivolare, mi muovo da fermo, immoto e veloce... rapido e bloccato sui miei piedi d'ombra.
Però una cosa la dico, una sola, e poi torno a starmene zitto, ovvero a dire mille parole senza poi dire niente davvero.
Se so qual è il colore, fra tutti quelli che esistono, allora forse un motivo c'è.
Ma è il tempo che decide.
E quando non è Shin che decide, Shin si sente scavalcato.
Shin
"Erra l'errore nel buio rancore,
espleta funzioni radicate nel cuore,
scema la forza e ne scema il dolore,
secerne ricchezza di raro fulgore.
Rabbia si sfalda e diventa calda,
Anima vivi ed avanza spavalda,
dubbio dissocia e virtù rinsalda,
notte di pane e giorno di cialda.
Fuori pensiero, dentro più vero,
mai più bugiardo e sempre sincero,
nascosto segreti nel grande maniero,
di giorno vivo, di notte spero.
Fuor d'ogni schema l'Anima trema,
alla ricerca di gioia suprema,
d'Amor s'arde a fare l'emblema,
e mette la fine su ogni poema."
Shin
Io sono Shin.
E lo sono a PreShindere.
Shin
Questa primavera è iniziata con la pioggia, che non mi ha fatto convalidare il campo di gioco...
...per cui sono tornato a casa, dove ho sentito la persona che avevo voglia di sentire...
...con cui sono stato ore al telefono...
...e che non mi basta mai.
E' un buon inizio di primavera.
Shin
Avevo previsto 6 anni fa che domani sarebbe stata la giornata più bella della mia vita.
E vi assicuro che è impossibile.
Peccato, in genere ci prendevo, sarà l'eccezione.
A domani!
Shin
Tanto tempo fa, la dea Afrodite decideva delle sorti degli Amori. Aveva illuso suo figlio Eros che fosse la sua freccia, ma non era così... erano le Chiavi del Cuore, che lei gelosamente custodiva, a donarle il potere di fare innamorare due esseri umani.
Un giorno Ade lo scoprì e, convinto che chi domina gli Amori domina gli uomini, la fece braccare.
Afrodite scelse un valoroso mortale per custodire le Chiavi, ma Ade lo scoprì e lo chiamò a sè.
Il mortale però, scoperta la verità, decise di spezzare le Chiavi.
Da quel giorno, gli uomini si innamorano per caso e per destino, non per volontà divina.
Afrodite voleva punire il mortale, ma scoprì che ora che non gestiva più lei l'Amore, persino gli dei potevano innamorarsi. Lieta di questa novella, decise di perdonare il mortale che aveva portato tanto scompiglio.
Quel mortale si chiamava Shin.
Shin
I servitori di Ade sono scappati.
Probabilmente avrei dovuto affrontare altre mille prove nella fortezza di Ade, probabilmente se non fossi stato convocato dall'Oscuro Signore in persona avrei dovuto scontrarmi con chissà quali altri mostri mitologici.
Invece le porte della sua sala del trono sono spalancate innanzi a me.
E così Shin entra nella sala del trono di Ade.
Sono entrato con spavalderia, sicuro di me, baldanzoso. Ma in realtà non sapevo minimamente cosa sarebbe successo.
"E così ci incontriamo finalmente!" tuona sepolcrale il Re d'Oltretomba. "Ti sei comportato bene nel labirinto."
Non riesco ancora a dire niente, osservo gli occhi penetranti di Ade scrutarmi l'anima.
"Non hai ceduto alla rabbia ed all'ira... complimenti, non lo avrei mai pensato. Ma ora siamo finalmente qui."
Il suo sguardo è vagamente ipnotico ed al contempo sarcastico... mi osserva quasi divertito, conscio della sua posizione di superiorità. Io sono un essere umano, anche se ho dato prova di superare molti umani in coraggio, astuzia ed abilità, lui è pur sempre una divinità, e neppure una divinità da poco. Nel Pantheon, è uno dei più temuti e rispettati.
Ha l'aspetto di un uomo possente sulla cinquantina, età che gli si attribuisce solo dalle rughe scavate sul volto.
"Consegnami le chiavi, Shin" tuona Ade.
Osservo le chiavi che porto appese alla cintura da diverso tempo. Non ricordo dove le ho prese, ero convinto di averle recuperate durante l'Odissea attraverso il mar Egeo, ma probabilmente le ho da molto più tempo con me.
"Non è colpa tua " aggiunge il Re degli Inferi "ti è stato rimosso dalla memoria. Ricorda Shin, ora è il momento."
Ed eccomi nella mia mente quando lascio la mano di Amore e precipito nel vuoto. Non sono morto, ma non ricordavo come fosse successo. Ora invece ricordo. Caddi in acqua, ma qualcosa mi sorresse mentre precipitavo nelle profondità del mare. Qualcuno mi depose gentilmente sulla spiaggia. Quando fui in grado di riaprire gli occhi, stavo osservando Afrodite, la dea dell'amore.
"Shin, tu ti sei sacrificato per Amore, e hai preferito andare incontro a morte certa per lui. Non posso permettere che tu muoia. Anzi. Voglio omaggiarti, perché hai dimostrato rispetto per i miei insegnamenti. Tieni Shin, ti affido un compito importante, prendi le Chiavi del Cuore, e custodiscile finché non potrò tornare a riprenderle. Ho paura di non essere abbastanza al sicuro, mentre nessuno sospetterà di te, un umile mortale. Ora vai."
Guardo le chiavi che ho appeso alla cintura quel giorno e.. solo ora comprendo.
"Già..." continua Ade sorridendo "...ma io ebbi la fortuna di avere Ecate lì.. ed Ecate mi è fedele. Non riuscì a sconfiggerti, ma fu capace di privarti della memoria. Per me è uno scherzo fartela tornare. Tuttavia, siccome sei vivo, non posso ucciderti con i miei poteri divini. Così sono le leggi del Pantheon. Ma posso ucciderti fisicamente se solo ne avessi la voglia. Perciò Shin consegnami subito le Chiavi del Cuore."
Per la prima volta da quando sono arrivato, riesco a parlare.
"Cosa vuoi farne Ade?"
"Non potresti capire... ma provo a spiegartelo ugualmente. La gente nel mondo terreno si danna per Amore. Io voglio estinguerlo. Possendendo le Chiavi del Cuore sarei io a decidere le sorti di Amore in giro per il mondo. E chi domina l'Amore, domina gli uomini."
Guardo le Chiavi con aria attonita.
"Esatto Shin..." Ade interrompe ancora il corso dei miei pensieri "...per tutto questo tempo tu hai posseduto le Chiavi del Cuore, e avresti potuto decidere le sorti di qualsiasi Amore in qualsiasi posto. Compreso il tuo."
No! Io sono partito per quest'Odissea per ritrovare la forza di Amare di nuovo... per darmi una nuova speranza, per trovare una mia casa di tenerezza e gioia... ed avrei potuto quando volevo.
Avrei potuto avere l'Amore quando volevo! IO decidevo Amore. No! E' un assurdo scherzo del destino. Non riesco a crederci.
Ade scoppia in una risata fragorosa mentre mi accascio in ginocchio, tremante, scosso da brividi.
"Avanti Shin. E' giunta la tua resa. Dammi le Chiavi. A te non servono più. Sei giunto alla conclusione troppo tardi. Se mi darai le Chiavi ti risparmierò. Non puoi battermi e lo sai. Sono il Signore degli Inferi. Devi scegliere. O l'Amore e la Morte, o niente Amore e la Vita."
Ecco la scelta.
O Vita. O Amore.
Ade si avvicina e rimane interdetto.
La figura accasciata di Shin, capo chinato per terra, ora non è più scosso da brividi. Sta ridendo.
Ade, per la prima volta dopo secoli, è stupito un secondo, ma poi si riprende. Probabilmente Shin è impazzito si concede di pensare l'Oscuro Signore. Ma dopo un secondo di tranquillità, il volto del Re degli Inferi si deforma in una maschera d'incredulo terrore.
Già.
Shin è in piedi. Regge le Chiavi del Cuore con le mani. Ma non sembra intenzionato a donarle ad Ade... tanto quanto...
"NOOOOOO!" urla Ade, ma non c'è niente da fare.
I frammenti delle Chiavi del Cuore si disperdono per il pavimento. Shin, mani sanguinanti, continua a ridere.
"LE HAI SPEZZATE! FOLLE! PERCHE'!"
"Io non prendo ordini Ade. Neanche da te. Se poni Shin di fronte a due alternative, Shin sceglie la terza. Sempre."
Il volto di Ade si contrae in una smorfia di rabbia.
"Preparati mortale. " ringhia astioso "Ora affronterai il terrore più ancestrale che tu possa provare. Non ti ucciderò Shin. Ti torturerò a lungo. Hai mandato a monte i miei piani."
"Non ho più niente da perdere, Ade. Fatti sotto."
Ed è così che iniziai la mia battaglia contro Ade.
Shin
Roma, 19/3/2006
Scelgo questa data non a caso, è stata molto importante per me in passato. Ma il passato è finito davvero.
Mi chiamo Jody, anche se spesso qui mi leggete come Shin (significa Nuovo, Cuore oppure Verità. In giapponese), e raramente se noterete ho usato il mio vero nome da queste parti. Oggi per un giorno solo, Jody va dritto e senza vie nascoste.
Abito a Roma, in un bel quartiere, quello a più bassa criminalità, pieno di negozi, vetrine, supermercati e anche ospedali... ce ne sono 4-5 abbastanza grandi.
Vivo in una casa abbastanza piccola con i miei genitori e due fratelli minori.
Sono uno studente universitario. Ma non riesco a dare esami da circa un anno, e nell'ultimo anno e mezzo ne ho dato solo uno. Sono decisamente bloccato. Ma non amo stare fermo, così ho inziato a dare ripetizioni di matematica, fisica e inglese. Ora queste ripetizioni mi occupano tutti i pomeriggi di tutti i giorni della settimana escluso il weekend, anche se iniziano ad infiltrarsi pure lì.
Sono arbitro di pallavolo, arbitro una media di 5-6 partite a settimana, il che vuol dire sostanzialmente spesso una al giorno. Sono ancora agli inizi, non sono un grande arbitro ma sto rapidamente migliorando.
Con questi lavoretti mi sostengo in attesa di un futuro migliore con un lavoro fisso, che cercherò solo dopo essermi laureato.
Ho una Ford Fiesta nera del 97, non un ultimo modello ma mi piace e ci sto bene :) però non amo prenderla spesso... solo quando è indispensabile. A Roma nessuno adora realmente guidare. Se vai fuori Roma, come mi capitava tempo fa, già è un altro discorso.
Amo scrivere e leggere. Ma leggere spesso mi riesce più difficile che scrivere. Leggo molto fantasy, perché amo i giochi di ruolo. Ne ho anche fatto qualcuno. Ho anche fatto qualche videogioco, tempo fa.
Sono diplomato infatti al tecnico industriale come perito informatico, e ho programmato per anni interi.
Nel tempo libero ascolto musica: sostanzialmente Rap o elettronica. Ma ho gusti strani, amo anche blues, jazz, swing... invece odio (relativamente) l'hard rock ed il metal... non li capisco.
Non guardo la TV. Lo trovo stupido. Guardo solo alcuni programmi standard. "I simpson", "I griffin", "Le iene", i programmi della Gialappas e tutto quello che riguarda il calcio.
Sono tifoso della Roma, abbastanza seriamente per poter dire che per ora il giorno più bello della mia vita è stato il giorno del terzo scudetto, vissuto tutto dalla prima all'ultima giornata, da Roma-Bologna a Roma-Parma.
Amo i giochi di ruolo, ho creato un sacco di personaggi originali, compreso Uther Grayskull, il druido del live, quando una Domenica al mese vado ad Ostia, e Gogg' il barbaro, portato avanti per un anno e sul quale conto di scrivere un romanzo appena avrò un attimo di tempo libero, e/o un portatile. Amo la saga di Lupo Solitario, per chi sa cosa sia. Ho giocato per anni a Magic, ora mi faccio i cartocci colle fotocopie a colori e ci gioco di tanto in tanto con mazzetti stupidi.
Sono di sinistra. Ma ho la morale cattolica, per cui sono spesso trovato controverso nel mio modo di pormi.
Amo la notte silenziosa. Non la notte burrascosa delle discoteche, o rumorosa dei pub. Amo la notte silenziosa dei vicoli, delle strade tranquille. Amo camminare ore, è la cosa che mi aiuta di più a pensare. Quando sto male, inizio a camminare vedendo dove mi portano i piedi. Una volta c'ho fatto circa 20 km. Non scherzo.
Ho scritto un diario per 12 anni, e poi sono passato al blog.
Ho tanti amici. Gente a cui tengo seriamente, gente per la quale mi sacrifico e continuerei a sacrificarmi. Sono esclusivista. Non adoro tutti. Anzi. Ma quelli che adoro, li difendo a spada tratta. Sono il primo a buttarsi nelle mischie.
Ho amato davvero, due volte. Ho avuto due cotte importanti oltre ad esse.
La prima volta che ho amato sono stato totalmente deluso, ho pianto diverse volte, ho lottato contro il mio cuscino, ho sfogato contro il mondo.
La seconda volta mi sono totalmente illuso, non ho pianto, sono diventato di un'apatia terribile e sono giunto alla conclusione di non volermi innamorare mai più.
La verità però è leggermente diversa. Il mio cuore combatte da troppo tempo contro il mio cervello.
Il mio cervello è sicuro. Non vuole più amare. Il mio cuore è sicuro. Vuole solo trovare la persona giusta. Ed io continuo a combattere tra cuore e cervello, mi fondo, mi sconvolgo, mi tradisco, mi torturo, ma ho già idea di chi vincerà. Non vi preoccupate. E' una tortura dolce.
Non sto male. Quando sto male piango. Non ho paura di piangere. Non ho paura di un cazzo. Non piango da mesi e mesi.
"..le tue mani penetreranno le mie difese, dolci come ovatta, profumate come mandorla,
e mi sfiorerai la mia intimità, i miei sogni più reconditi, li coglierai come primule, li intreccerai tra i tuoi capelli,
i miei sogni ti abbelliranno, ti renderanno una nuova parte di me, ed ecco che senza barriere,
senza alcun limite,
non riusciremo più a trovare i nostri contorni,
perché non saremo più in grado di dire dove finisce uno e dove inizia l'altra.
Il mio respiro sarà il tuo respiro, leggermente alterato dal piacere,
occhi aperti che non vedono, mani che sembrano centuplicarsi,
e il mondo sparisce alle nostre attenzioni,
perché non esiste più mondo che non sia noi due."
Questo sono io.
Shin
Oggi ho ritrovato un racconto che ho scritto 2-3 anni fa e lo posto volentieri.
Shin
"La Risposta"
-Benvenuto.
-La ringrazio.
-Prego, si accomodi. Allora, mi dica, che cosa la porta qui?
-Penso quello che porta ogni persona qui.
-Ovvero?
-La Risposta.
Sorride -La Risposta, dice lei... eheh, fosse così facile!
-Cosa intende?
-Che la Risposta è una cosa soggettiva, non esiste una Risposta generale, esistono solo mille risposte diverse.
-Ma... non è possibile, il mondo è soggetto a leggi preordinate invarianti.
-Beh certo, dovevavo mettervela in modo che fosse comprensibile.
-No... non capisco.
-E' tutto regolato da leggi, come dice giustamente lei, ma non sono univoche, sono multivoche.
-Multivoche?
-Sì.. sono soggette a molteplici interpretazioni, il fatto che voi ne abbiate trovata una e ve la siate fatta bastare vi ha probabilmente limitato.
-Avremmo potuto trovare un altro significato?
-Un altro?- sorride nuovamente -Scherza? Migliaia di altri significati!
-Sono così confuso...
-Non si preoccupi, non è il primo, anzi la sta prendendo decisamente bene.
-Quindi non esiste una Domanda.
-E non esiste una Risposta, esatto, solo perché non esiste una Domanda. La nostra fiducia in lei era ben riposta, molta gente ci mette molto per arrivare fin qui.
-Dovrò farle molte domande allora.
-E' per questo che siamo entrambi qui.
-Non so neanche da dove iniziare.
-Beh, le dirò, è un percorso veramente personale. Ne ho sentite di tutti i colori. C'è gente che inizia con domande molto filosofiche, che generalmente devo imbarazzare per la semplicità delle risposte, altri si preoccupano di sapere che fine ha fatto il loro gatto che sparì quando avevano sette anni... sa, ognuno sceglie la sua strada, siete fatti in modo completamente diverso l'uno dall'altro.
-Perché?
-Mi scusi?
-Perché siamo fatti tutti diversamente?
Sorride decisamente. -Pensi che è la prima volta che questa domanda mi viene posta all'inizio. La risposta la immagina da solo.
-Perché serve confronto? Perché non sarebbe stato bello un mondo in cui tutti la pensavano egualmente?
-Ci è vicino. In realtà per come siete concepiti, il mondo ideale sarebbe stato popolato da gente che la pensava egualmente, come dice lei. Sa, niente guerre, niente conflitti, niente bisogno di partiti politici... il mondo sarebbe stato un'utopia geniale e avreste vissuto tutti in pace.
-E quindi?
-La pace, intesa così, è assenza di ogni conflitto. Senza conflitti, non avreste generato in voi curiosità, determinazione, in pratica in parole povere, la vita stessa.
-Non si può vivere in pace?
-Sì, senz'altro, ma solo se avete conosciuto il contrario. Momenti brutti vengono solo di contrapposizione a momenti belli, il buio non è altro che l'assenza di luce, tutti i concetti che ha lei nella sua vita e nella sua mente, sono solo gradazioni di un concetto primigenio.
-Per ogni cosa esiste un contrario.
-Diciamo che questa è una vostra semplificazione. Non esistono contrari, esistono solo gradazioni. Una cosa può essere brutta, ma brutto è solo sinonimo di "non bello" e quindi, alla fine, brutto e bello sono la stessa identica cosa.
-Come male e bene.
-Esattamente, il male è solo una scarsa attenzione al bene, in fondo sono solo concetti relativi a morali, idealizzazioni, utopie.. è tutto solo nella vostra testa.
-Ma come? E la felicità?
-E' assolutamente solo uno stato mentale.
-Mi sembra impossibile... la felicità è diramazione immediata degli avvenimenti che ci colpiscono ogni giorno.
-Assolutamente d'accordo. Però essendo la felicità una gradazione della tristezza, o viceversa, non comporta alcuna differenza, è lei a decidere in che punto della scala graduata porre lo zero.
-Non so, mi pare così illogico.
-Perché è abituato a ragionare per riferimenti standard.
-Ovvero?
-Quanto è alto lei?
-1 metro e 75, ma perché?
-E quanto è basso?
-Non ha senso, cosa vuol dire?
-E' proprio questo il senso. Se non è in grado di stabilire la sua stessa felicità, non può neanche stabilire la sua tristezza. Lei sa contare la sua altezza, o bassezza, partendo dalla pianta dei piedi. Perché non conta la sua felicità partendone dall'assenza totale?
-Perché non l'ho mai sperimentata, suppongo.
-Esatto! Lei non sa cosa vuol dire l'assenza di felicità, perché ne ha sperimentata, e quindi non può considerare oggettivamente il suo peso.
-Non capisco il senso di tutto questo, io comunque credo di avere diritto a sentirmi triste in relazione ad avvenimenti negativi.
-Diritto è una parola particolare. Lei si sente meno felice, non si sente triste.
-E' un discorso da bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.
-Vuole la risposta anche a questa domanda?
-Ovvero?
-Vuole sapere se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
-Come fa a rispondere a questa domanda? E' una questione soggettiva!
-No, assolutamente. E' una questione oggettiva. Dipende dal bicchiere.
-Cosa vuol dire?
-Deve astrarre dai suoi concetti matematici. Per quanto preciso lei voglia essere nel riempire a metà il suo bicchiere, esso risulterà sempre o mezzo pieno o mezzo vuoto.
-Beh ma se misuro bene...
-Sta ingannando sè stesso. Anche se misurasse al millilitro, il bicchiere potrebbe contenere un nanolitro meno o più che lo renderebbe mezzo pieno o mezzo vuoto. Il bicchiere, in sostanza, non potrà mai essere pieno a metà realmente.
-E questo che cosa vuol dire riallacciandosi al discorso della felicità?
-Che lei è il padrone di decidere della sua felicità. Per quanto lei possa tentare di valutare se è felice o triste, se merita o demerita, se la sua vita lo ha trattato male o meno, non sarà mai giudice imparziale, non potrà mai con tutti i mezzi più sofisticati del mondo stabilire se la sua esistenza è degna o indegna, giusta o sbagliata. Esattamente come nel caso del bicchiere.
-Ma se io mi rendo conto che la vita mi schiaffeggia?
-No, si sbaglia, potrebbe star dicendo che il bicchiere mezzo pieno, è in realtà mezzo vuoto.
-E se io lo vedessi a un quarto?
-E come fa lei a stabilirlo? Sa quantificare l'emozione?
-Oggettivamente no.
-Lo so, è implicito, le emozioni non si quantificano. E' standard.
-Pensavo fosse un difetto di produzione.
-Scherza? E' la vostra salvezza.
-Credo di stare ricevendo un overload di informazione.
-Cerchi di vedere la faccenda più semplicemente. E' tutto molto semplice, il vosto più grande problema è che vi affannate tutta la vita a cercare delle risposte quando le avete sotto gli occhi, come una persona che cerca gli occhiali dappertutto e poi se li è dimenticati in fronte.
-E' vero...
-Senz'altro, voi però vi affannate a scartare le soluzioni più semplici quasi fossero irrazionali, invece non riuscite a comprendere che quanto di più semplice in generale è quanto di più vero.
-Allora... se tutto è così semplice... devo chiedere una cosa.
-Senz'altro.
-Perché si vive?
Sorride. -Eccoci arrivati al nodo della questione. Perché si vive? Tutti si chiedono sempre questa cosa. Perché si vive. Ogni persona se l'è chiesta almeno una volta nella vita.
-E nessuno si è mai risposto esattamente.
-Probabilmente invece l'avete fatto tutti, o la maggior parte, solo che non potevate sapere che era la risposta giusta.
-E sarebbe?
-Si vive per vivere.
-Cosa?
-Esattamente ciò che ha sentito, si vive per vivere.
-Ma... non ha assolutamente senso.
-Vede, è la sua prima reazione istintiva.
-Ma certo... è perché la risp...
-No... la risposta è sensata, è il suo modo di ragionare che non le permette di percepirla per quella che è. Si vive per vivere, ognuno vive per la sua vita, per i suoi motivi, ognuno fa il proprio tragitto, percorso, deve completarlo, deve seguirlo... deve fare la propria vita.
-E gli altri?
-Assolutamente, gli altri giocano un ruolo fondamentale. La sua strada si incrocierà con mille altre strade nel corso della sua vita, e a volte si uniranno, correranno vicine un po' forse si distaccheranno, nel qual caso forse torneranno ad unirsi, forse no...
-E' tutto preordinato?
-NO! Assolutamente no! E' qui il bello! Ha presente le strade della sua città?
-Senz'altro.
-Deve percorrerle sempre nello stesso modo? Quanti modi ha per arrivare ad una destinazione?
-Molteplici direi.
-Esattamente! E così, anche se in scala molto più ampia, è la vita. Lei potrà percorrere diversi tragitti, seguendo solo però la propria via, incontrando solo le strade che possono correrle a fianco, ma scegliendo lei quali seguire!
-E'... tutto così... semplice.
-Nessuno ha mai detto che avrebbe dovuto essere complicato.
-La vita, di per sé, lo è.
-La vita è complessa, nessuno ha mai detto che avrebbe dovuto essere semplice. La sua spiegazione invece, è semplice, nessuno ha mai detto che avrebbe dovuto essere complessa.
-Incredibile. Qualcosa mi suggerisce che avrei dovuto perdermi. Invece riesco a comprendere.
-La conoscenza è un miraggio che voi inseguite per tutta la vostra vita, distaccandovi troppo dalle altre cose. La conoscenza è irraggiungibile, è proprio per questo che vi impegnate tanto nel raggiungerla... voi non vi accontentate di ciò che avete. Da un lato nel corso della vita vi conviene.. vi serve ad aspirare a posizioni di più alto prestigio che vi rendono comodità maggiori... ma alla fine le comodità maggiori non vi permettono di acquisire maggiore conoscenza. E quindi cercate ancora, e ancora, e ancora. La vostra continua ricerca della conoscenza è qualcosa di incredibile.
-Beh... siamo fatti così. Vogliamo sapere.
-La cosa curiosa è che sapete di non poter sapere. Ma vi accontentate. Provate a cercare di sapere anche se non potrete mai.
-Forse perché abbiamo l'illusione di riuscirvi.
-Non come persone, però. Nel senso, forse come razza, un giorno potrete anche essere vicini a scoprire tutti i misteri che si celano dietro alle cose. Ma non arriverà mai nessuno a concepire cosa realmente vuol dire conoscenza.
-Abbiamo limiti fisici.
-Che non volete ammettere, è lodevole. Ha altre domande?
-Sì una. Posso tornare dopo che avrò riflettuto e posto ordine a tutte le mie domande?
-Può tornare quando vuole.
-La ringrazio.
-Posso farle una domanda io?
-L'ha appena fatto.
Sorride nuovamente. -Vedo che sta imparando. Come si sente?
-Non so.. le sembrerà strano. Mi sento più leggero.
Stavolta il sorriso è radioso. -Torni quando lo ritiene più saggio.
-Tornerò quando riterrò più saggio me.
Vorrei solo che tu lo volessi più di me.
Shin
Non c'è una vera risposta. Non c'è una risposta giusta. C'è solo la tua risposta.
Non c'è una vera strada da seguire. Non c'è una strada giusta da seguire. C'è solo la strada che devi seguire tu.
Non esiste una scelta difficile, senza veri rimorsi.
Non esiste una scelta difficile, senza veri rimpianti.
Nessuno può suggerirmi cosa devo fare, poiché è ciò che io stesso devo fare.
Fino a qualche tempo fa, Shin faceva solo le cose difficili.
Nell'ultimo periodo, Shin compieva l'impossibile.
Ora, Shin farà l'indescrivibile.
Shin lotta.
Dio a volte mi ascolta.
Lo facesse stavolta, giuro che Gli inizierò a rompere le scatole di meno.
Shin
"I Knew I Loved You" - Savage Garden
Maybe it's intuition (forse è solo intuito)
But some things you just don't question (ma ci sono cose che non ti domandi)
Like in your eyes (come il fatto che nei tuoi occhi)
I see my future in an instant (vedo il mio futuro in un istante)
and there it goes (ed ecco come va)
I think I've found my best friend (Penso di aver trovato la mia migliore amica)
I know that it might sound more than (e so che può suonare anche più che)
a little crazy but I believe (un po' pazzo ma io credo che...)
[chorus:]
I knew I loved you before I met you (Sapevo ti avrei amata prima di incontrarti)
I think I dreamed you into life (Penso di averti sognata in vita)
I knew I loved you before I met you (Sapevo ti avrei amata prima di incontrarti)
I have been waiting all my life (Ho aspettato tutta la mia vita)
There's just no rhyme or reason (Semplicemente non c'è verso o ragione)
only this sense of completion (Solo questo senso di completezza)
and in your eyes (E nei tuoi occhi)
I see the missing pieces (Vedo i pezzi mancanti)
I'm searching for (che stavo cercando)
I think I found my way home (Penso di aver ritrovato la via per casa)
I know that it might sound more than (So che può suonare più che...)
a little crazy but I believe (..un po' pazzo ma credo che...)
[repeat chorus]
A thousand angels dance around you (mille angeli ti danzano intorno)
I am complete now that I found you (sono completo ora che ti ho trovata)
[repeat chorus to fade]
Shin