La mia battaglia verso una meta ignota... Vietato arrendersi.
ATTENZIONE: LEGGERE QUESTO BLOG RENDE TEMPORANEAMENTE IMMORTALI
(Nessuno è mai morto leggendo questo blog, percui tecnicamente la frase è corretta)
ATTENZIONE: QUESTO E' IL MIO BLOG SERIO, MA OVVIAMENTE DOVEVO ANCHE AVERE UN BLOG DEMENZIALE

I Sogni sono quello che noi vorremmo proiettato nel nostro futuro. Nel nostro domani, ci vediamo chissà come, con chissà quale ruolo e in chissà quale posto. Nel nostro Domani, noi siamo i nostri sogni.
E il sogno, è l'ultima cosa che ti riguarda di ieri... perché quando ti metti a letto e ti lasci andare, è già domani.
I Sogni sono il ponte, il traghetto tra oggi e Domani.
Sogna, ed è già Domani.
Shin
Non te lo posso dire, non vorrei svelare la verità.
Non capiresti, mi chiederesti spiegazioni, cercheresti di interrogarti senza motivo. Non ne avresti alcuno. Non servirebbe. Lambiccarsi perché? Solo per farsi male? No. Segreto. E lo so solo io. O quasi. Ma non tu.
E non lo saprai.
Rimarrà con me, mi accompagnerà giorno e notte, come un'esperienza o come un mantello d'Ombra.
O d'Ombra danzante... tornando sempre da capo, come un cerchio che si chiude.
Vivi per oggi e oggi vivrà per sempre.
Shin
Tutte le volte che mi guardo allo specchio, un moto di mesta insoddisfazione.
Non me, detriti di Me... detriti sparsi per il letto del fiume, non in piena ma secco.
Ho già superato i miei argini, e ho portato alla deriva tutti i miei segreti.
Ora li riprendo e li mescolo a questi detriti.
Ma Giovedì, allora, sarà Luce perché così dev'essere.
E ogni tanto, meno male.
Shin di Pioggia, Guerriero Mortale in Ade
-Special-
Non mi fermeranno. Non mi freneranno. Non mi sconfiggeranno. Non mi abbatteranno. Non mi ammaccheranno. Non mi distruggeranno. Non mi butteranno a terra. Non mi calpesteranno.
Non succederà, non accadrà, non si ripeterà.
Strappa la tenda nera, distruggila e lacerala a brandelli.
Sparisci, dileguati tra le mille ombre nella nebbia, danza intorno a me, sei soltanto un'ombra, sono soltanto un'ombra.
Nulla può toccarci. Nulla possiamo toccare.
Io so sparire. Tu sai sparire.
Ci sono sogni che si fanno una volta sola.
Ci sono incubi che si fanno tante volte.
Ci sono incubi che si fanno una volta sola.
Ci sono sogni che...
...forse Ade non durerà per sempre.
Shin, l'ultimo combattente, l'ultimo ancora in piedi, l'ultimo a cadere.
Se cade lui, nessuno resterà in piedi.
Per quello non cade. Neppure in ade.
Shin
Quello che è successo ieri non ha precedenti nella storia.
Dovevamo andare al cinema...
Partiamo dalla Civetta, io Leo e Marko alle 21.45. Il film era alle 22.30.
Si decide di prendere due macchine, sicché siamo in 10, quindi a noi 3 si aggiungono Marzia e Serena, e andiamo.
Ma al punto d'incontro, Matteo dice che la macchina di Laura fa uno strano rumore, e non si fidano a sovraccaricarla. Quindi andremo con tre macchine.
Arriviamo al cinema, e ovviamente rimangono solo 6 posti liberi. Gli altri film non interessano. Io ho un'idea. Chiamo il mio operatore (mio fratello) e mi faccio dire gli orari del Warner.Partiamo di nuovo per il Warner.
Sulla tangenziale, altezza ponte Milvio, ci perdiamo Laura. Ci fermiamo sotto il cavalcavia ad aspettarla, hanno preso la Flaminia e chissà dove sono... cerchiamo di andarli a prendere ma... la macchina di Matteo non parte più.
Leo va in macchina a prendere Laura che è ferma alla Farnesina, mentre Matteo si organizza con un carro attrezzi.
Serve una macchina nuova, prendiamo la mia... dobbiamo tornare a Monteverde. Io e Leo partiamo.
Quando torniamo ci sono solo Marko Serena e Laura. Dobbiamo andare a prendere gli altri a cinecittà. Si parte.
Sulla tangenziale io rallento, Leo non se ne avvede, frena tardi e mi tampona. Laura stava pensando al cane a cui aveva dato i suoi popcorn, e entra nella macchina di Leo.
Marko esce come in preda ad un raptus chiamando giù una lunga serie di santi, Leo si mette a fare il Cid con Laura, rubandomi la penna nera. Io constato che non ho riportato grandi danni.
Ripartiamo, dopo un po'. A piazzale dei Re di Roma, me li perdo di nuovo. Li aspetto, ma loro non hanno la geniale idea di fermarsi, e partono direzione ignota(ma perché devo essere l'unico a conoscere Roma?).
Alla fine alle 2.30 riusciamo ad arrivare sotto casa di Matteo. Ci salutiamo tutti perché è tardi... e tutti a casa...dall'altra parte di Roma!
E meno male che Serena continua a dire che le sto antipatico.
Shin
Senza sosta... diluvia... e non c'è un attimo di tregua...
Questo è ciò che è... questo è ciò che avviene, ed ogni volta si ripresenta.
Notte dolce, dolce notte, Shin.
Shin
-Special-
Non riesco a piangere, ma oggi ho sentito una canzone che ha descritto molto bene quello che mi è successo.
Mi dispiace. Non mi leggerai mai, ma sappi che ti ho amata davvero, davvero, oltre ogni cosa, credo che di amarti ancora ma non credo più come prima, amare dev'essere ravvivato e tu sei andata via ormai da più di due mesi. E dubito che tornerai.
Sto ricominciando la mia vecchia strada, quella quando non c'eri tu, quella quando il mondo era solamente mio e non tuo.
Piano piano cancellerò tutto perché se continuo così... un giorno scoppio a piangere davvero, e sono un uomo, non mi si addice.
Ma per ora non ci riesco. Non credo che tornerai, non ti aspetto, non me lo aspetto, non ci credo, non so se sperarci, non ci penso, ci penso soltanto ogni tanto, come stasera, tardi ma tanto sono solo in questa stanza e lascio scorrere il pensiero.
Chi mi vuole mi prende come sono, pure in questo momento. Pure con i fantasmi che ho. Chi vuole prendermi deve sapere come sono fatto. E deve stargli bene.
Perché se c'è una cosa che ho imparato da te... l'unica esperienza che posso aver fatto davvero con te...
...è che il compromesso non serve a niente. E' solo un bel paravento.
Ma l'Amore mi rapirà di nuovo e farò ancora tanti bei discorsi. Per un'altra che ora non so chi sia.
E mi sentirò ipocrita. Ma... ero ipocrita anche prima. Mi odio perché a 26 anni la lista dei nomi femminili è troppo lunga.
Ogni volta l'Amore dev'essere più forte per forza, per combattere con un'ipocrisia sempre crescente.
Farò orecchie da mercante e farò finta di non aver scritto tutto questo.
La felicità è difficile da trovare perché è piccola. E se cerchi una cosa grande quanto il tuo ideale di felicità, non la puoi trovare.
La felicità è come sabbia. Può permeare la tua vita, puoi ritrovartela nelle scarpe, nei calzini, o tra i capelli.
Ma non puoi tenerla in mano perché ti scivola via.
Shin
Ogni giorno sono lì accantonate in disparte, il giorno in cui sono successe probabilmente mi hanno tenuto in scacco molto più a lungo di oggi, ma comunque sono come una sorta di puntina da disegno che ogni tanto ti ricordi di avere sotto il piede.
Probabilmente il fatto che più di tutti mi indispettisce è che questi piccoli misteri rimarranno tali per tutta la vita e... beh... per me è una cosa praticamente intollerabile.
Sono quello che sono, sono quello che vedi quando mi incontri più qualcosa di piccolo, nascosto, che a volte fatico ad identificare persino io.
Così la mente viaggia di anni nel passato e scava, e recupera, e riflette, e ritorna qui, per quanto scavi sempre senza niente in mano.
In una vita in cui tutti quanti più o meno pareggiano, mi sembra originale ogni tanto perdere e ogni tanto vincere.
Ride bene chi ride ultimo...?
Se rido sempre, mi tolgo il problema con diplomazia logica e un po' d'allegria.
Che può apparire forzata, non lo nego.
Ma la vita è solo una... e poi l'ho sempre detto, sono originale.
Rido. Rido tra le nebbie di Ade.
Shin
Come piccoli aromi indisponenti, quasi che mi spingano da qualche parte piuttosto che tenermi qui, incollato ad un'idea che non scompare, appartatomi volontariamente dai miei sentimenti, cristallizzato nell'attesa di un attimo sfuggito forse per sempre.
Bisogna muoversi e continuare, andare avanti, non perché si voglia ma perché è l'unica opportunità che possa avere.
Il Sogno si avvererà.
Hai un solo colpo in canna e non devi sbagliare. E' un'opportunità che viene una sola volta nella vita. Non succede spesso.
Sono qui per forgiarmi, nel ventre di Ade, per uscire dalla crisalide che mi ha intrappolato per anni.
Mi rialzo, e inizio a vagare nella nebbia.
Shin
C'è una nebbia incredibile qui, non so dove sto andando, non so dove sto camminando, non so dove mi porterà il mio prossimo passo.
E mi sento quasi privo di tatto, al punto che non so se sto camminando davvero o se alla fine rimango sempre fermo.
E' Ade, non c'è nessun dubbio, non c'è un luogo più inospitale di questo, non c'è altro modo per avvicinarsi alla fine, al mio baratro, a guardare giù, a vedere se quello che c'è mi soddisfa oppure no.
Echi riecheggiano sepolcrali in distanza, mi sussurrano consigli che non seguirò, mi dicono di guardare avanti o indietro, ma non vedendo niente mi sembra soltanto una beffa.
E di beffe in quest'ultimo anno ne ho ricevute sin troppe.
Mi siedo. E aspetto.
La nebbia si diraderà. Forse.
Forse, semplicemente, mi verrà qualcosa in mente di sensato da fare.
C'è un odore poco piacevole in distanza.
Shin
Forse c'è un ritmo, una musica nascosta, e chissà che non sia una per ognuno, se non la stessa per tutti.
Tambureggia nelle tue vene, è lei che dà il ritmo del tuo cuore, battendo più forte quando ce n'è il bisogno o rallentando per le scene più tranquille.
Ed io voglio continuare a camminare, dovunque sia, persino in Ade, con questo ritmo.
Mi lascio trasportare via.
E vi assicuro, che non è male.
Shin
Un passo in avanti, un altro, piccolo, ragionato, perché ogni singolo passo è l'espressione di un dinamismo nascosto e segreto, celato agli occhi di chi vuole impossessarsene, celato allo sguardo di chi si sazia della vista delle ombre altrui.
Nascosto in una tasca dell'abito dalle molte pieghe, che si distendono soltanto sferzate da un vento che non è quella brezza gentile di primavera.
Ci sono due modi diversi per evitare di essere ucciso da una pugnalata, ho scoperto nel corso del mio viaggio.
Il primo è quello più classico. Basta coprirsi, un'armatura di ferro, spessa, robusta, pesante, perché una singola stilettata non la scalfisca neppure. Non sono mai stato bravo a portare armature pesanti. Ma ho scoperto che esiste un altro sistema.
Puoi assumere la consistenza di un'Ombra, e il pugnale passerà attraverso la tua carne senza lacerarla. Se ti assottigli, se per un'istante riesci a sparire dal piano materiale, solo il momento in cui il colpo ti avrebbe perforato il cuore, riesci a passare al piano astrale, allora non sarai colpito.
Grande sorpresa nel tuo aggressore, un punto di vantaggio, userai questo suo improvviso shock per una reazione subitanea.
Io sono un'Ombra, e nel regno di Ade riesco a confondermi cogli altri abitanti.
Shin
Eccomi, e si ricomincia, si rientra nella vita appieno, si vive una piccola Domenica di tranquillità, ripensando alla serata di ieri sera, ripensando a tutto quello che c'è.
Correre, correre, correre via, correre lontano, correre a perdifiato, correre senza pensare, correre come se fosse sempre solo correre, correre.
Si riparte, da ieri sera, da tanti auguri inaspettati.
Leo, Michaela, Lorenzo, Kia, Piko (vai sul sito del Piko), Cla, Pepo, Giu (vai sul sito di Giu), Giancarlo, Diego, Silvia, Lollo, Marko, Manzo, Silvietta, Mikele, Andrea, Antonello, Marzia, Serena, Matteo, Daniele, Emanuele, Katerina (vai sul blog di Kellie), Christian (vai sul blog del Pernicano).
E poi chi non c'era ma c'è stato comunque: Cristina, Mattia, Amuro, Giovanni, Streghina, Jenni, Fulvio (vai sul sito di Fulvio), Chiara, Aurora, Beatrice, Vincenzo, Alessandra [Last but not least](vai sul blog di HollowDoll).
Se ci sono tutte queste persone accanto, si va avanti per forza.
Se ci sono tutte queste persone accanto, Shin sopravviverà anche in Ade.
E tornerà a correre anche al piano di sopra.
Ricominciamo.
Da ques'alba piena di Ombre Danzanti, danzanti intorno a me.
Shin
Ci sono arrivato... chissà come, anche se la domanda che non avrei voluto pormi un anno fa è "con chi".
Da oggi cambia qualcosina (pochissimo) nell'impaginazione, forse un po' più ordinato così. A me piace di più.
Chi è Shin ora? A 26 anni che cosa deve dire o fare? Niente. Niente di nuovo, niente di più, niente in assoluto. Shin è Shin, fallirà o vincerà sempre da solo, questo è il suo destino, non è scritto, ma lui è un Lupo Solitario e forse per questo riuscì così facilmente ad immergersi nelle avventure di Joe Dever, sia da piccolo che da grande.
Tutto quello che piace a Shin, come potete vedere, è ombra e notte. Shin è cupo, Shin vuole solo sentire silenzio intorno a sé e se deve sentire un solo rumore... vuole che sia una risata. Ma non la solita risata di scherno che sembra prendersi gioco di lui, vuole sentire una risata tintinnante, argentina, rinfrescante.
Shin si ammanta di stelle per andare in giro di notte, e si ammanta di strada per andare in giro di giorno. Due Shin sostanzialmente diversi, figli entrambi delle ombre, in un caso ombre metropolitane, di notte solo ombre romantiche. La duplice natura della poesia dialettica di Shin, poeta romantico e rapper improvvisato.
L'altro giorno ho detto:
"L'uomo è intelligente, ma la cosa che lo differenzia dagli animali non è tanto l'intelligenza... non ci servirebbe a niente essere intelligenti se non potessimo dimostrarlo. La cosa che ci permette di dimostrare l'intelligenza è la COMUNICAZIONE. La lingua scritta o parlata è la nostra forma perfetta per esprimere l'essere uomini. Meglio sappiamo scrivere/parlare, più ci realizziamo come esseri umani."
A prescindere dal facile sarcasmo che una simile affermazione potrebbe suscitare (e apprezzerò vivamente chi eviterà di farsi testimone di una simile banalità) credo fermamente in questa affermazione.
E' questo il mio invito.
26 anni dopo, io ci sarò. Non me ne vado, sono in esilio in Ade, ma non vale la pena di leggermi? Seguirmi no, Dio ve ne scampi, non lo auguro a nessuno di perdere le cose a cui più teneva nel giro di un anno, o molte di esse, alla fine che differenza fa?
Ammantato di stelle, voglio portare una risata in qualsiasi posto in cui riesca a trovarmi. Sia Ade, sia Roma, sia il mio magico Regno delle Ombre Danzanti. Non fa differenza. Non v'è nessuna via eccetto quella che percorri.
"L'unica persona che può davvero fermarti sei solo tu."
"Dipende da quanti sono gli altri."
Fermati. La vita è una. Una sola. Non c'è un se fosse stato e non c'è un potrà essere. Non ci sono, non ti illudere. C'è ora. C'è quello che vedi, quello che tocchi, quello che senti.
C'è solo questo, non c'è mai stato niente di più. Se oggi perdi, non pensare che domani vincerai. Pensa che oggi hai perso. Se oggi hai vinto, non pensare che domani perderai. Pensa che oggi hai vinto. Datti piccoli obiettivi che raggiungerai per caricarti. Datti grandi obiettivi che non raggiungerai, per farti guardare oltre e darti sempre un motivo per andare avanti.
"Il giorno più brutto della tua vita deve ancora arrivare."
"Anche quello più bello."
Il mio obiettivo piccolo è quello di fare esami e laurearmi.
Il mio obiettivo grande è realizzare un piccolo miracolo, prima o poi, facendo della mia vita un semplice strumento affinché tutti quanti possano aver guadagnato soltanto una risata in più.
Mi basta, ma finché non me ne andrò, non l'avrò portato a termine.
E finché non l'avrò portato a termine, non avrò intenzione di andarmene.
Non ho fatto tutto quello che potevo. Non ho neanche pianto. Mi sono chiesto perché. Mi sono risposto che non ho voluto.
C'è una costante tendenza in me a cacciarmi nei pasticci, ad affrontare le sfide troppo difficili perché quelle troppo facili non mi danno soddisfazioni. Per questo sono qui, per questo sto andando a sbattere col muso per terra. Ma finché non ne avrò abbastanza, continuerò.
"E' davvero difficile."
"Nessuno ti aveva mai detto che sarebbe stata facile."
Mi sarei immaginato in maniera un po' differente questo passaggio, ma è ora di andare, domani sarò di nuovo qui a scrivere la mia paginetta, da bravo scolaro (lo faccio perché voglio non perché devo) e saprò che il numero 26 mi accompagna ora, mentre il 25 cede il passo.
Va bene così. Il 25° è stato l'anno più brutto della mia vita.
E anche questo cassetto, è chiuso.
"Ti rendi conto di quanto qualcosa era davvero importante solo quando non c'è più."
"Uhm... no... frase da perdneti. So riconoscere le cose davvero importanti. E le cose davvero importanti sono state importanti anche quando c'erano ancora."
Ciao 25... mi ricorderai l'effetto di un tappo di una bottiglia con scritto sul retro "Non hai vinto."
Mi ammanto di Stelle.
Shin
C'è un attimo di silenzio, prima.
Shin
Per i più freddolosi, Ade è un posto molto caldo! Le fiamme dell'Everburn riscalderanno anche i più torpidi tra di voi. Per chi invece non si trova a suo agio nel caldo, c'è l'opzione Giudecca, facile e... rabbrividente!
No, inutile che tenti di dipingerla a tinte umoristiche, Ade non è un posto di villeggiatura. Non si sceglie di finire qui giù, non si sceglie volontariamente di trovarsi qui. Ci si capita, come me, e vi assicuro che prima troverò l'uscita e meglio sarà. Ma non c'è uscita a quanto pare se non incontrare il Nero Signore e vederlo in volto.
Sostanzialmente la cosa mi terrorizza.
Non mangiate mai giunti in Ade. Chi mangia in Ade secondo la leggenda vi rimane per sempre. Non mischiatevi alle anime in pena, potreste perdere la vostra consistenza mortale. Non fermatevi troppo a compatire chi è in Ade, il destino o loro stessi sono la loro causa.
Ma a chi mi illudo di parlare? Quanti altri mortali sono qui al limite del mondo?
Forse più di quanto immagini. Non c'è una vera direzione se non avanti.
E qui avanti pare perdersi.
Mi giro un attimo. Il cartello "Never Give Up" sta sempre lì, dietro la mia testa, dietro la mia scrivania dalla quale narro di quest'esperienza che non avrei mai voluto fare, ma che Dio ha decisamente ritenuta necessaria, opportuna, inevitabile.
Dopodomani le fiamme di Ade non si estingueranno con le 26 candeline sulla mia torta.
Dio abbia pietà di me.
Shin
Avrei potuto essere tutto quello che non sono stato. Avrei potuto essere laureato e fuori dal vortice dei problemi. Avrei potuto accettare uno qualsiasi dei cento lavori che quel diploma mi stava garantendo. Avrei potuto decidere di non chiudere le porte che ho chiuso a molte delle ragazze che ho conosciuto. Avrei potuto.
Avrei potuto giocare nel S.Paolo con Roberto e Dario quell'anno. Avrei potuto prendere la cintura verde di Karate qualche anno dopo. Avrei potuto tornare a trovare Cecilia all'ospedale dopo che mi ero ristabilito. Avrei potuto scrivere un'altra lettera Huang Ke invece di lasciar cadere tutto nel vuoto. Avrei potuto buttare la moleskine di Bi molto prima di quando l'ho fatto. Avrei potuto.
Avrei potuto morire molte volte, ma in qualche modo non è stato il mio momento.
Avrei potuto evitare di agire impulsivamente, ma questo è quello che ho fatto e Dio solo sa quanto voglia evitare di rifarlo in futuro.
Quello che ho perso quant'è in confronto a quello che posso ancora avere?
Ade è fuori, o Ade è dentro?
Fra 3 giorni saluto il mio 26mo anno.
Shin
Poiché non sono stato un Re maggiore, ma al massimo un piccolo Re, un Re minore.
Benvenuti nel Regno delle Ombre Danzanti, seguite l'Odissena di Shin, un 26enne disperso tra le vite di mille persone senza possederne una propria che non sia balzellare come un saltimbanco nei cuori di mille persone e non lasciare mai una traccia indelebile, rimanere solo un velo sottile, un piccolo ricamo su 7 punti, messo in disparte per non occupare troppo spazio nella vita che conta. Un menestrello del terzo millennio, innamorato dei colori della Notte, Scorpione d'Ebano con sprazzi Ambrati, specchio di Cristallo opaco dentro il quale si riflettono tutti i suoi presagi.
Sono questo, sono stato questo, sarò solo questo, sarò l'attimo che non hai voluto saper cogliere, sarò il frutto che ti è sembrato acerbo benché cadesse proprio in quell'istante dal ramo, sarò un vento primaverile, tiepido e gentile, che ti accarezza la pelle e la lambisce solo un istante perché dopo si è dileguato lasciando dietro di sé solo il profumo di un sogno nato troppo presto e morto troppo in fretta.
Sarò un Cuore che sicuramente batterà ancora, ma con più cautela. Sarò un Cervello, che ragionerà ancora, ma con più premura. Sarò un Polmone che respirerà ancora, ma con più entusiasmo. Sarò i miei piedi, perché mi portino in giro per il mondo, ancora una volta.
Non sentirti ingannato dalle parole che si alternano su questa pagina, guarda dentro, guarda bene. E se non ci riesci, allora...
...è solo una richiesta di aiuto, da un ragazzo non semplice, che ha una vita non semplice e che fa di tutto per complicarsela.
Da attore che tu sia, o da semplice spettatore, io ti dico solo "Resta qui, siediti vicino a me, ti racconto l'Odissea mano a mano che la vivo."
Caronte attracca. Non sono più sullo Stige.
Sono arrivato in Ade.
Fra 4 giorni, Shin compie 26 anni.
Shin
Ed ecco. Dallo Stige delle mani si levano pericolose, quasi volessero afferrarmi. Mi ritraggo in preda al panico, mentre Caronte non fa una mossa, abituato sicuramente allo spettacolo. Continua a darmi le spalle e gracchia: "La vita è un bene prezioso qui in Ade, richiamerai i morti affinché ti prendano tra di loro ovunque andrai. Devi stare attento."
Annuisco ancora spaventato dalla visione e oso buttare lo sguardo oltre il bordo della barca. Centinaia di corpi nelle acque tetre dello Stige annaspano senza tregua. Centinaia di occhi ricambiano il mio sguardo. Il mio è spaventato, il loro uno sguardo pieno di angoscia, l'angoscia più ancestrale che abbia mai visto in tutti questi anni. Tendono pallidissime membra nella mia direzione ed io mi chiedo quando arriveremo dall'altra parte.
Così è, quando precipiti giù vedi davvero chi ti vuole portare in salvo e chi invece si nutriva della tua anima e ora che sa che non puoi dare ma a malapena ricevere, sparisce e si dilegua.
Non esistono solo due strade. Non si muore solo di dolore, o si sopravvive al dolore.
A volte ci si convive. Quasi fosse una musica suonata da un'orchestra invisibile che accompagna il tuo cammino quotidiano. Quasi fosse diretta da un maestro sfuggente che sa bene quando alzare o diminuire il ritmo, che sa muovere la sua bacchetta insieme ai tuoi pensieri. E' una musica suonata piano, che avverti appena ma che contrasta il silenzio del tuo vuoto.
La mia musica è un requiem in re minore.
Fra 5 giorni, Shin approda al 26mo anno.
Shin
Non sto realizzando, o lo realizzo poco a poco. E' brutto, è triste, è anche peggio di come mi immaginassi. Mi affaccio nello Stige e vedo il mio volto invecchiato di colpo, con un'aria triste che non mi appartiene.
Caronte lo sa, ma lui non si cura e continua a remare.
Verso il mio destino.. che non è più qui.
E intanto, fra 6 giorni Shin farà 26 anni.
Shin
Ed eccomi qui, sulla barca di Caronte, a guardare le tetre acque dello Stige riflettere la mia immagine. L'immagine di un ragazzo sconfitto, che ha giocato finché ha potuto e poi ha perso. Nella vita, come diceva il mio amico Perniciano, a volte bisogna ammettere la propria sconfitta. E' sintomo di aver capito che non tutto può arrivare, non tutto può esserci.
E' giusto così. Bandiera bianca. Resa.
Forse un giorno tornerò a bordo dell'Argo, ma prima è giusto che io scopra cos'ha in serbo Ade per me. Perché, improvvisamente, quando tutto sembrava andare bene, ha deciso che la mia vita doveva prendere questa piega.
Non posso tornare su di mia spontanea volontà.
Così, resto qui, come il cappotto vecchio quando ti compri quello nuovo, appeso ad un attaccapanni e lasciato a logorarsi.
Se non ti salvi tu, non ti salva nessuno.
Shin
L'Odissea arriva nel suo momento più buio.
"Sei tu che stai andando via. E sei tu che piangi. Dovrei piangere io che vengo lasciato. Perché mi rubi la scena?"
Lascio gli argonauti sulla loro nave, il capitano è caduto in mare ed Ade lo ha reclamato per sé. Affogato nel mar Egeo, andato giù a fondo come un qualsiasi altro derelitto, non come un Eroe.
Mi sveglio di soprassalto in questo nuovo mondo. Un vecchio rugoso mi tende la mano e mi aiuta a rialzarmi. Capisco immediatamente chi è. E' Caronte, il traghettatore infernale, colui che porta al di là dello Stige le anime dei defunti. E' giunto il mio turno suppongo. Neanche ho l'obolo, Caronte non mi traghetterà. Rimarrò nel limbo a vita?
"Eh eh eh" gracchia Caronte beffardo. "Un vivo, nella terra dei morti?"
Vivo? Vivo io? No, dev'esserci un errore. Sono in Ade. Non posso essere vivo. Sono defunto, trapassato, sono giunto faccia a faccia col mio destino e non l'ho saputo affrontare.
"Eh eh eh" il vecchio non mi concede tregua "Non stupirti. Qualche volta il bizzarro signore di questi luoghi si diverte a chiamare a sé anche gente per cui non era ancora giunta la propria ora."
Ade mi ha reclamato prima del tempo? E perché mai? Cosa vuole da me? Già Poseidone mi aveva condannato, ora pure Ade?
E' questo il mio destino? Dover affrontare il Pantheon intero? A questo compito sono stato chiamato?
Non nego, non nego di aver meritato diverse pene, sarei stato pronto a scontarle, una ad una e sarei stato pronto a sobbarcarmi il carico di ognuna di esse, quali che siano, non credo di aver mai desiderato sfuggire. Ma quando è troppo è troppo. Richiamato addirittura in Ade.
E' finita. Questa è l'unica verità. L'Odissea non finisce, l'Odissea è un viaggio verso un posto che ancora non conosco. E se è stato deciso che il mio viaggio nel mondo superiore è finito, è finito. Ho provato a lottare contro la corrente. Forse non sono stato bravo. Forse la corrente è stata troppo forte sarei comunque andato giù. La verità? Non la saprò mai. E questo mi dannerà parte dell'anima, e lo so, e lo porterò a tinte fosche ancora a lungo.
Allora, beh... ok... accettiamo la realtà.
Mi alzo in piedi, guardo Caronte fisso negli occhi, e faccio:
"Non ho oboli, traghettatore. Rimarrò qui."
Caronte mi sorride, mi osserva, e poi scoppia in una risata profonda, gutturale.
Sepolcrale.
"Ahahahaha... Ragazzo... per te offre la casa. Monta su."
Così, girandomi appena una volta a guardare quegli occhi grandi come un lago, una volta sola, stagliati ancora sul limbo dei miei ricordi, vado.
"E' la prima volta che vieni?" mi dice Caronte distogliendomi dal mio ultimo pensiero per un secondo.
"Ho l'aria di chi muore spesso?" gli rispondo squadrandolo.
"Questo è lo spirito." sorride mostrando una fila di denti ingialliti. "Avanti. Ne vedrai delle belle."
Sicuri di volermi seguire anche in Ade?
Fra 8 giorni Shin compirà 26 anni. E lo farà senza una persona accanto a lui, perché se n'è andata.
Shin
Oggi pensavo che le strade possibili sono limitate, non puoi fare tutto quello che vuoi. Ci sono delle cose che, benché praticamente accessibili, una sorta di etichetta non scritta ci nega.
E poi ci sono persone che invece escono dagli schermi. Fanno delle cose che "non si possono fare". Mettono se stessi e i loro problemi al centro del mondo, chiudendo di fatto gli occhi ai problemi degli altri, pensando che chiedendo scusa e dicendo che "non si fa come fanno loro" (ma intanto lo fanno) basti per placare la coscienza.
Ovviamente non basta. Ma non ammazzano nessuno, almeno la maggior parte.
Ma generano in te un'insoddisfazione e una disillusione che difficilmente se ne andranno.
E ti viene davvero da sorridere al sapere... che agli occhi di certa gente il ragazzino sei tu.
Più ci pensi e più ti ricordi che non hai sbagliato molto.
Però...
Però sostanzialmente, aspettare vuol dire regalare tempo, e regalare tempo è il regalo più bello che si può fare. Il tempo, non torna indietro, neanche se preghi con tutte le tue forze. C'è chi sa aspettare e chi no. C'è chi ha aspettato e chi non è stato in grado. C'è chi si stufa di aspettare sempre e comunque. Sostanzialmente, tutti, direi. Tutti prima o poi si stufano. Chi prima, chi dopo.
Io potrei non essermi ancora stufato.
Nel 2005, sono sicuramente in credito con la fortuna.
Meglio essere sempre in credito che in debito. Ma solo se sai che verrà tutto saldato.
Fra soli 9 giorni, Shin fa 26 anni.
Shin
Risolto il problema dei colori nel post di commenti. Scusate il nero disagio.
Shin
Al riparo dietro le loro pesanti armature e al riparo dietro la loro incrollabile fede. I Templari avanzano più sicuri di ogni altro guerriero. Il loro volto celato dall'elmo sempre calato, è una maschera di sudore e convinzione. I Templari non si fermano.
Portano l'Onore della vecchia cavalleria, vivono per un'ideale e moriranno con esso, senza un secondo di rimpianti e rimorsi, solo sperando che la luce li accolga e li faccia riposare dopo anni di combattimento.
Se fossi vissuto ottocento anni fa, avrei voluto essere un templare.
Non è importante quanto vivi, ma come vivi. Tanto la vita è una, una sola per tutti. Anche se provi a cambiarla, una vita ti resta.
Chi prende la sua strada, non torna indietro. Se riesci ad evitare di cadere nella facile trappola del fanatismo, allora puoi davvero continuare ad avanzare a testa alta.
Ed io... beh, io, sicuramente, alla luce di tutto quello che sta succedendo... di certo non sono fanatico.
Fra dieci giorni, il mio compleanno.
Shin
La rotta sembra persa, il giorno si fa sera e non so dove andare a riposarmi un attimo.
Non so dove fermarmi per tirare un attimo un sospiro di solievo. O di paura. Non lo so... vorrei poter trovare pace.
Ma non è previsto per me ora.
Shin
Nel mio istrionismo puro, ogni tanto mi esimo e non mimo, ma parlo e scrivo.
Leggimi così ora, come tu puoi sapere, con un occhio al cuore e uno al cervello, con una mano tra i capelli a scompigliarli e una sul mouse a scorrere, sperando che poco più giù ci sia una risposta e la fine alla pena. Io ci vivo, nel mal di testa, perché sono stato privato del bel regalo che è il sonno, e solo il tempo me lo farà tornare. E' inutile, solo il tempo guarirà, soltanto lui mi darà le risposte che cerco altrove.
Solo il tempo saprà se specchiandomi in altri occhi vedrò una luna nuova o vedrò sempre la stessa, luna piena su quel lago, lago che ho sognato mi potesse appartenere, lago specchio, lago uragano, lago debole, lago funesto, lago dolce, lago amaro, lago di lacrime, lago di rumori lontani che posso provare a sentire solo se mi sforzo davvero.
Tu ascolti. E ascoltavi. E ascolterai. Dalla tua bocca cento no, e mezzo sì. Un mezzo sì che valeva più di cento no. Ma in te, mille parole fanno a gara per uscire e rimangono incastrate, e non esce niente. Così ascolti. Chi parla, può sbagliare. Chi ascolta no. Sempre prudenza, sempre la cosa che può creare meno danni possibili. Mai una volta un tentativo di lasciarsi vincere dall'entusiasmo, dalla voglia di vivere appieno. O a volte sì, via, in un viaggio di fantasia che si scioglie come neve al sole, che scoppia come una bolla di sapone e come essa lascia solo un leggero profumo e qualche goccia di niente.
Non hai risposte e non le avrai.
E come me metti tutto nelle mani del tempo, di Dio, sapendo che la risposta che ti può dare Lui è sicuramente più giusta, poco importa se un giorno ci dovremo ripensare, i nostri tagli sul cuore ce li abbiamo tutti, c'è gente che ne ha più di noi e ce la fa comunque. Ci sentiamo così robusti che pensiamo di poter andare molto più in là di quelle persone.
Perdo il gusto del bello e del credere in una cosa oltre me stesso. E perdo un po' di me. Lo lascio qui, su questo tramonto del mio 26mo compleanno, che quest'anno avrà solo un grosso regalo o niente regali affatto. E non mi sento più disegnato con quel tratto dolce e sicuro.
Mi sento disegnato appena, tratteggiato, in attesa di essere ricalcato e trasposto sulle tavole che hanno un senso più ampio.
E' che il sogno non si sogna stando svegli. E io non dormo più.
Svegliato da una secchiata d'acqua in pieno volto, acqua di mare, presa al largo del golfo di Sorrento.
Shin
Se stai leggendo questa pagina, stai leggendo il diario di bordo di Shin, al secolo Jody, un ragazzo di Roma di 26 anni non compiuti, fai in tempo a farmi gli auguri sabato 19.
Se stai leggendo questa pagina, leggi delle disavventure di Shin, in volontario esilio mentale da quando ha perso la cosa a cui teneva di più e ha iniziato a ritrovare cose a cui sembra tenere molto, cercando di arrivare pronto alla prossima avventura, se e quando ci sarà.
Se stai leggendo questa pagina, leggi un mondo che qualcuno ha definito teatrale, melodrammatico, ma anche bello. Ti interrogherai forse su chi sia questo Shin, perché si danni nello scrivere un pezzo di sé ogni giorno, e perché sta morendo e vivendo allo stesso tempo, con l'Anima in stallo senza via di fuga.
Se leggi queste pagine, fermati un secondo e pensa a quello che potrà essere il tuo percorso, pensa a chi nella foga di correre continua a cadere e rialzarsi, ruzzolando spesso.
Se leggi questa pagina in particolare, poi, fammi un piacere. Tieni le dita incrociate per me, perché riesca a sistemare la mia vita, con le persone che voglio io accanto, sempre quella in particolare perché... perché la mia vita è preziosa e 3 anni e mezzo sono stati davvero tanti.
Fra tre anni e mezzo ne avrò quasi 30. La vita non sarà più questa.
Sono costantemente in ritardo sulla mia vita.
Avanti.
Shin
Il mio compleanno si sta avvicinando velocemente e con esso è tempo di bilanci. Per chi ci tiene davvero a me, leggete questa pagina è importante.
Tutto il 2005 è andato come previsto. Ero sicuro che sarebbe stato se non il più brutto, almeno uno degli anni più brutti della mia vita. Si sta verificando tutto. La parabola discendente dovrebbe arrivare tra poco, con il mio compleanno. Ho notato una cosa in questi anni, me l'ero tenuta per me ma tanto... tanto vale dirlo. 1999 schifoso, fino al mio compleanno. Dal mio compleanno alla primavera 2000, ripresa. Dalla primavera 2000 al mio compleanno 2000, spettacolare. Dal mio compleanno 2000, fino al mio compleanno 2001, all'incirca uno schifo. Dal mio compleanno 2001 a primavera 2002, ripresa. Da primavera 2002 al mio compleanno 2002, stupendo. Ricominciano i problemi il mio compleanno, il 2003 non è un grande anno, anzi.. proprio uno schifo. Primavera 2004, si ritorna alla grande. Fino al mio compleanno. 2005, uno schifo. Veramente.
Vediamo alcuni fatti salienti.
1999... perdo tempo da due anni dietro una ragazza che neanche ho tanta voglia di nominare.
Primavera 2000, la prima volta che una ragazza mi si dichiari, primo bacio, prima storia.
Autunno 2000. Prima ragazza ufficiale, disastro totale. La lascio con una grande tristezza nel cuore e una disillusione enorme una settimana dopo il mio compleanno.
2001: un anno da schifo. A settembre però conosco Sara, e al mio compleanno faccio una festa dove posso reinvitarla. In realtà la faccio più per rivederla che per altro.
Primavera 2002: inizia la storia con Sara.
Compleanno 2002: disastro, prima lite seria con Sara.
2003: uno schifo. Addirittura, mio padre se ne va di casa.
Primavera 2004: mio padre torna a casa, la storia con Sara sembra andare molto meglio.
Estate 2004: stupenda.
2005: due nonni se ne vanno in cielo nel giro di un mese. Nessun esame all'attivo. Fine della storia con Sara.
Coincidenze... solo coincidenze.
2000 bello, 2002 stupendo, 2004 meraviglioso.
2001 brutto, 2003 nero, 2005 inguardabile.
Come possiamo salvare tutto?
Io sto facendo la mia parte... ma manca una parte fondamentale. Se ne andrà? Tornerà?
Io credo che andandosene farebbe un errore molto grande, solo perché certe cose le ho viste , le so, me ne intendo un po' e so come vanno. Ci si può dipingere un sorriso forzato e fare finta che i rimpianti non esistono, ma i rimpianti tornerebbero, così accadrebbe anche a me, per questo, oltre che per l'Amore che non se ne vuole andare, insisto. Perché così no, così non può finire una storia vera, così finiscono le storielle.
Ultima possibilità? Mah... non si gioca a calcio. Non c'è un'ammonizione e poi un'espulsione. Una possibilità. Non un'ultima. Probabilmente un'ultima ma non si parte così, così è sbagliato, la vita non la decidi a 26 anni, l'Amore non lo comandi, se ricomincia, rifinisice e poi ti riscopri innamorato ancora, non ti devi fermare a delle stupide limitazioni.
Come il tempo, il tempo è una limitazione stupida. Può ricominciare ora, può ricominciare tra tre mesi, tra tre anni, dipende chi c'è, dipende chi vuole esserci, dipende chi si ritrova.
Io pensavo di volere una persona più affettuosa. Mi sbagliavo non c'entrava niente, ora ho accanto gente affettuosa e io faccio l'orso, lo scorbutico, non riesco a dare affetto. Non credo che volessi una persona più affettuosa. Ero solo partito per la mia tangente ed ora ho recuperato tutto o quasi. Non credo mi sarebbe stato bene niente, qualche tempo fa.
Se gli anni mi sfottono e giocano a alternarsi il 2006 sarà bello. Forse mi laureerò, forse troverò Amore, forse tornerà. Mi piacerebbe tanto poter guardare al passato, ma il passato non ha le idee chiare e io sì.
L'altro giorno forse per qualche secondo i miei cari mi avranno visto pregare da lassù. E io ho pregato per loro e per me.
Io credo in Dio, non posso farci niente. E sono sicuro che mi manderà presto un aiuto, perché io la mia Buona Volontà ce la sto mettendo.
Vediamo se sarà un aiuto nuovo. O come preferirei, un vecchio aiuto che ritorna sulla mia strada.
E se dev'essere un aiuto nuovo... qualcosa che non stracci il cuore per favore. Troppe cicatrici su questo organo pulsante, per un 26enne. Non c'è quasi più lo spazio per intagliarne una nuova.
Se dev'essere un aiuto nuovo, qualcosa che mi lasci libero il cuore e mi impegni il cervello.
Il cervello ce l'ho più grande. Il cervello so usarlo meglio.
Shin, egoista e umiliato.
Quando una persona sicura di se stessa si ritrova di fronte a mille dubbi, causati poi non da sé ma da qualcun altro al di fuori, ti rimetti in discussione. Però c'è una cosa da dire. Fino ad un certo punto una persona può ammettere i propri sbagli e sentire che valeva di meno di ciò che pensava di essere. Ma valere zero no. Anzi, peggio. Non valere la pena, è peggio di zero. Questo no. Questo diventa umiliante. Questa diventa un'umiliazione. Nessun rancore, nessuna sorta di pregiudizio o di astio, livore, come volete chiamarlo per me è uguale. Mi rendo conto della difficoltà di poter scegliere. Ma questa cosa mi umilia. Io non sono una persona da rifiutare. Non ho i requisiti per essere messo al bando. Ho portato tutta la freschezza che potevo, da una torre dell'orologio a Lucca, fino all'anfiteatro di Taormina, passando per Villa d'Este e fermandomi a Pompei. No, io non merito di essere gettato a mare, di essere salutato, io merito di essere issato di nuovo sulla barca e di dimostrare che la posso guidare, che il timone mi appartiene.
So quello che valgo.
So chi sono. Ammetto, ammetto senza remore, di poter essere stato un po' colto da amnesie. Ma so chi sono, so cosa posso fare e cosa no, cosa posso promettere e cosa no. Ma più di tutto il resto, so cosa voglio e cosa no.
E ora, non voglio mettere le vele nere. Ma piuttosto che rimanere fisso, fermo nell'oceano, meglio vele nere che nessuna vela.
Ora c'è troppa tempesta. Le vele nere si romperebbero. Quelle bianche no, sono più resistenti. Quelle bianche possiamo issarle quando vogliamo.
Quelle nere, allora, le metterò io tra poco. Se non cambia niente.
Perché tra poco è il mio compleanno e voglio veleggiare di nuovo.
Shin